Diagnosi di celiachia nei più piccoli senza biopsia: un approccio innovativo e sostenibile

14 Febbraio 2025

Un recente studio, condotto dai giovani ricercatori pediatri della Società italiana di epatologia, gastroenterologia e nutrizione pediatrica (Sigenp), ha portato alla luce un'importante innovazione nella diagnosi della celiachia nei bambini: l'uso esclusivo di un esame del sangue al posto della tradizionale biopsia intestinale. Oltre a semplificare il percorso diagnostico per i piccoli pazienti, questa metodologia ha un significativo impatto positivo sull'ambiente.

Lo studio, realizzato dall'Università di Perugia su un campione di 236 bambini, ha dimostrato che l'eliminazione della biopsia intestinale in anestesia generale riduce drasticamente le emissioni di gas serra. La cosiddetta "impronta carbonica" del nuovo metodo si attesta a 57,2 kg di CO2 all'anno per paziente, rispetto ai 397,9 kg prodotti dalla biopsia tradizionale.

La procedura innovativa si basa su due prelievi di sangue successivi, utilizzati per rilevare anticorpi specifici (anti-transglutaminasi e anti-endomisio ad alto titolo). Al momento, questa tecnica è applicabile a circa due terzi dei pazienti, ma gli esperti confidano in un'espansione futura grazie ai progressi scientifici.

Secondo Francesco Valitutti, coordinatore dello studio, l'adozione di questa metodologia non solo facilita la diagnosi della celiachia, ma riduce anche il numero di spostamenti dei pazienti verso le strutture ospedaliere, contribuendo ulteriormente alla riduzione delle emissioni di CO2.

La ricerca ha quantificato nel dettaglio il peso ambientale delle diverse procedure diagnostiche. Ogni biopsia comporta:

  • 22 kg di CO2 per l'anestesia generale
  • 5,4 kg per l'endoscopia gastrointestinale superiore

In confronto, un singolo esame di laboratorio genera appena 0,1-0,15 kg di CO2. La differenza si riduce solo parzialmente includendo nel calcolo anche le emissioni derivanti dai mezzi di trasporto necessari per le visite ospedaliere, che risultano comunque nettamente inferiori nel caso del metodo basato sul prelievo di sangue.

Claudio Romano, presidente Sigenp: "I sistemi sanitari hanno un impatto ambientale significativo, rappresentando circa il 4,6% delle emissioni globali di gas serra. È tempo di affrontare il problema e adottare soluzioni che riducano questo impatto senza compromettere la qualità delle cure".

La ricerca è stata presentata nei giorni scorsi a Catania, nel corso dei Research Days Sigenp, evento dedicato ai giovani ricercatori italiani che promuove lo studio e l'innovazione in campo pediatrico.

“Questa scoperta segna un passo avanti non solo nella diagnosi della celiachia, ma anche nella consapevolezza dell'importanza di un approccio medico sempre più sostenibile”, conclude Romano. “Con il progresso delle metodologie diagnostiche, il futuro della medicina potrebbe essere sempre più rispettoso dell'ambiente, garantendo al contempo cure più sicure ed efficaci per i pazienti”.

 

Top
Questo sito utilizza i cookies, che consentono di ottimizzarne le prestazioni e di offrire una migliore esperienza all'utente. More details…