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Ruolo della nutrizione personalizzata nella colite ulcerosa refrattaria severa: case report

08 Aprile 2026

di Elisabetta Cavalcanti e Mauro Mastronardi, IBD Unit, National Institute of Gastroenterology - IRCCS “Saverio de Bellis”, Castellana Grotte Bari, Italy


Il caso in sintesi


Valutare l’efficacia di un intervento nutrizionale personalizzato, associato a supplementazione mirata sugli outcomes clinici, infiammatori e nutrizionali in un paziente con colite ulcerosa severa refrattaria ai farmaci biologici e concomitante severa malnutrizione.

 

 
INDICE

Abstract
Introduzione
Materiale e metodi
Risultati
Discussione

 

Abstract


Presentazione del caso

Paziente di 35 anni, con diagnosi di proctosigmoidite ulcerosa severa refrattaria ai biologici, in fase di riacutizzazione e con perdita di peso significativa, diarrea profusa e fatigue severa. È stato prescritto un intervento nutrizionale personalizzato basato su dieta mediterranea iperproteica, povera di fibre e priva di lattosio, associata a supplementazione orale di un AFMS ad alto contenuto proteico e supplementazione vitaminico-minerale.

Dopo 12 settimane di trattamento si è osservato un significativo miglioramento clinico (riduzione della frequenza evacuativa e della fatigue), dei parametri biochimici (incremento di albumina, vitamina D e B12) e dello stato nutrizionale.
La bioimpedenziometria ha mostrato un incremento del Phase Angle (+0,8°), della BCM e della massa muscolare scheletrica, con riduzione dell’acqua extracellulare e miglioramento dello SMI index.


Conclusioni

Il supporto nutrizionale personalizzato con supplementazione orale mirata si associa a un miglioramento degli outcomes nutrizionali e clinico-biochimici in un paziente con colite ulcerosa severa refrattaria, confermando il ruolo chiave della nutrizione clinica in un approccio multidisciplinare integrato alla terapia farmacologica.



Introduzione


La rettocolite ulcerosa (RCU) in fase acuta severa è un’emergenza clinica. I pazienti presentano uno stato ipermetabolico, con un aumento del dispendio energetico con l'aumentare dell'attività della malattia. Questi pazienti hanno un elevato rischio di malnutrizione, disidratazione e squilibri elettrolitici. Nei casi severi e biologicamente refrattari, la malnutrizione peggiora la prognosi, la qualità di vita e la risposta al trattamento (1).

Le linee guida ESPEN raccomandano uno screening precoce del rischio nutrizionale e un supporto personalizzato, soprattutto nei casi di colite ulcerosa da moderata a severa o refrattaria ai biologici (2). L’infiammazione persistente, l’uso di steroidi e l’escalation terapeutica aumentano il fabbisogno metabolico e proteico-energetico. Le linee guida di consenso ESPEN ed ECCO (3,4) raccomandano una supplementazione nutrizionale orale personalizzata nei pazienti con IBD con ridotto intake o aumentati fabbisogni. Tuttavia, nonostante il crescente interesse per la nutrizione clinica personalizzata, le evidenze su strategie dietetiche personalizzate combinate con supplementazione funzionale mirata nella colite ulcerosa attiva restano limitate.

Questo case report si propone di valutare l’efficacia di un intervento dietetico personalizzato, associato ad una supplementazione funzionale mirata, in un paziente con colite ulcerosa severa refrattaria ai farmaci biologici e concomitante malnutrizione, esplorandone il potenziale ruolo nell’ambito di una strategia terapeutica integrata e personalizzata, in linea con le più recenti raccomandazioni ESPEN e le evidenze emergenti nella gestione nutrizionale delle malattie infiammatorie croniche intestinali.



Materiale e metodi


Valutazione dello stato nutrizionale

Durante una severa riacutizzazione di proctosigmoidite ulcerosa refrattaria ai farmaci biologici, al paziente è stata diagnosticata una severa malnutrizione secondo i criteri ESPEN e GLIM. È stata avviata una supplementazione orale con LH VIOLA per supportare l’apporto proteico e preservare la massa muscolare. Il prodotto è stato scelto per la flessibilità del dosaggio, la buona tollerabilità e la facilità di somministrazione. La valutazione iniziale ha incluso anamnesi clinica, valutazione antropometrica, analisi dell’intake calorico, markers biochimici ed analisi della composizione corporea mediante bioimpedenziometria (BIA 101, Akern), con interpretazione dello SMI index secondo i criteri EWGSOP.


Intervento dietetico


ll trattamento nutrizionale è stato impostato sulla base delle esigenze cliniche ed il fabbisogno energetico nutrizionale del paziente. È stato prescritto un piano nutrizionale personalizzato, secondo uno schema di dieta mediterranea, iperproteica (1,2–1,5 g/kg/die), povera di fibre (≥20 g/die) e priva di lattosio, associata a supplementazione con LH VIOLA.

L’AFMS è stato somministrato in dosi giornaliere frazionate per migliorarne la tollerabilità e ottimizzare la distribuzione proteica. Il protocollo prevedeva 3 misurini sciolti in 250 mL di acqua al mattino, assunti gradualmente, ulteriori 3 misurini sciolti in 250 mL di acqua nel pomeriggio e altri 2 misurini aggiunti a uno smoothie pomeridiano, per un dosaggio totale giornaliero di 8 misurini al giorno pari a 822 Kcal e 44 g di proteine.

I parametri clinici, biochimici, antropometrici e la valutazione della composizione corporea sono stati valutati ogni 4 settimane per un periodo complessivo di 12 settimane, al fine di monitorare la risposta all’intervento nutrizionale.

 

Risultati


All’arruolamento, il paziente presentava una sintomatologia severa di proctosigmoidite, con circa 8-10 evacuazioni diarroiche al giorno, spesso notturne, associate a sangue e muco, marcata urgenza evacuativa, dolore addominale e intensa astenia. La valutazione nutrizionale ha confermato la presenza di una severa malnutrizione secondo i criteri ESPEN e GLIM, con BMI pari a 18,5 kg/m², perdita di peso involontaria del 6% negli ultimi 3 mesi, ridotta massa cellulare (BCM) ed un angolo di fase (PhA) pari a 3,3° (Figura 1).

Gli esami di laboratorio hanno evidenziato ipoalbuminemia (2,7 g/dL), carenza di vitamina D (18 ng/mL) e valori borderline di vitamina B12 (180 pg/mL). Al paziente è stato somministrato a un piano nutrizionale personalizzato normocalorico, iperproteico, povero di fibre e privo di lattosio, associato a supplementazione orale con LH VIOLA.

Dopo l’avvio della supplementazione nutrizionale orale con LH VIOLA, in associazione alla terapia con Upadacitinib, il paziente è stato monitorato ogni 4 settimane per un periodo complessivo di 12 settimane.

 




Outcome clinico e funzionale

Il paziente ha mostrato un progressivo incremento del peso corporeo, da 46 kg al momento dell’arruolamento a 58 kg dopo 12 settimane, corrispondente a un aumento del 26%, indicativo di un significativo e costante recupero ponderale nel tempo. Al momento dell’arruolamento, il paziente riferiva fatigue di grado moderato (IBD-F 20/36), con successivo miglioramento fino a 10/36 al termine delle 12 settimane di follow-up.

A seguito del trattamento si è osservata una riduzione della frequenza delle evacuazioni e un miglioramento della consistenza fecale (Tabella 1). Anche i parametri ematochimici hanno evidenziato un miglioramento complessivo dello stato nutrizionale: l’albumina è aumentata da 2,7 a 4,1 g/dL, la vitamina B12 da 180 a 450 pg/mL e la vitamina D da 18 a 35 ng/mL (Tabella 2).

 

Tabella 1 - Caratteristiche cliniche del paziente

  Peso (kg) BMI (kg/m²) Numero di evacuazioni Consistenza delle feci (Bristol) Sangue nelle feci Muco nelle feci IBD Fatigue Scale MUST Score
 Baseline 46 18,2 11 7 3 3 3 3
 4 weeks 49 19,4 7 6 1 2 1 2
 8 weeks 52 20,6 5 5 1 2 1 2
12 weeks 58 22,9 3 5 0 2 0 1

 

 

Tabella 2 - Parametri di laboratorio al basale e dopo il recupero nutrizionale

Parametri di laboratorio  Unità Baseline (malnutrizione) Post-intervento nutrizionale Valori di riferimento

 Emoglobina (Hb)

g/dL

9,8 13,2 12-16

 Ematocrito (Hct)

% 29 40 36-46
 Globuli rossi (RBC) 10⁶/µL 3,4 4,7 4,2-5,4
 Globuli bianchi (WBC) 10³/µL 7,5 6,2 4-10
 Volume corpuscolare medio (MCV) fL 85 88 80-100
 Contenuto corpuscolare medio di Hb (MCH) pg 28 30 27-32
 Albumina g/dL 2,7 4,1 3,5-5
 Proteine Totali g/dL 5,2 7 6-8
 Ferritina ng/mL 12 45 20-200
 Vitamina B12 pg/mL 180 450 200-900
 Folati ng/mL 3 7,5 3,5-20
 Vitamina D (25-OH) ng/mL 18 35 20-50
 Magnesio mg/dL 1.5 2,1 1,7-2,3
 Proteina C reattiva (CRP) mg/L 18 3 <5




Effetti dell’intervento nutrizionale sulla composizione corporea

Al baseline, il paziente mostrava un severo stato di malnutrizione confermato dall'analisi bioimpedenziometrica (Figura 1). L'angolo di fase (PhA) era notevolmente ridotto (3.3°), indicando deterioramento cellulare e scarsa integrità della membrana, tipica della malnutrizione severa e dell'infiammazione cronica. L’acqua extracellulare (ECW 62,5%) risultava aumentata, espressione di edema tissutale e stato infiammatorio sistemico associato alla colite ulcerosa.

La massa muscolare totale risultava significativamente ridotta, con una diminuzione sia della massa muscolare scheletrica (MM 39,3%) sia della massa muscolare scheletrica appendicolare (ASMM 12,7 kg), evidenziando una marcata perdita di massa magra. Il ridotto indice di massa muscolare scheletrica (SMI 7,2 kg/m²) conferma la presenza di sarcopenia, mentre la riduzione della massa cellulare (BCM 8,5 kg/m²) è indicativa di ridotta attività metabolica cellulare e di uno stato catabolico. Il decremento della massa grassa (FM 5,3 kg/m²) riflette una deplezione delle riserve energetiche.
Nel complesso, questi risultati rivelano una condizione di malnutrizione severa con compromissione della massa muscolare ed alterazioni della composizione corporea, sottolineando la necessità di un intervento nutrizionale tempestivo e mirato.

Dopo il trattamento si è osservato un miglioramento dello stato nutrizionale (Figura 1): il Phase Angle (PhA) è aumentato a 5,9°, indicando una migliore integrità cellulare.
È stata osservata una riduzione dell’acqua extracellulare (ECW) al 46,3%, indicativa di una diminuzione dell’edema e dell’infiammazione. La massa magra (FFM 29,9 kg/m²) e la massa cellulare corporea (BCM 15,8 kg/m²) sono aumentate, insieme alla massa muscolare totale (MM 53,6%) e alla massa muscolare scheletrica appendicolare (ASMM 17,6 kg).
È stato osservato un incremento dell’indice di massa muscolare scheletrica (SMI 8,9 kg/m²), indicativo di recupero della massa muscolare e miglioramento della composizione corporea.



Discussione

La malnutrizione rappresenta una complicanza frequente ma spesso sotto diagnosticata nei pazienti con colite ulcerosa severa refrattaria ai farmaci biologici. L’infiammazione intestinale cronica, lo stato ipercatabolico, la riduzione dell’intake calorico e le perdite di nutrienti contribuiscono al peggioramento della composizione corporea e dello stato funzionale. Il presente studio sottolinea il ruolo fondamentale del supporto nutrizionale personalizzato in associazione alla terapia farmacologica.

La supplementazione orale mirata, in combinazione con upadacitinib, ha determinato un miglioramento dello stato nutrizionale, della composizione corporea e degli outcomes clinico-biochimici in un paziente con colite ulcerosa severa refrattaria ai farmaci biologici e concomitante malnutrizione.


Questo caso evidenzia alcuni punti chiave:

1. La valutazione nutrizionale precoce e personalizzata è cruciale nei pazienti con colite ulcerosa severa, poiché la malnutrizione può svilupparsi rapidamente e influenzare negativamente la risposta al trattamento.

2. L'integrazione nutrizionale orale mirata può supportare efficacemente il recupero della massa muscolare e dello stato funzionale, anche in presenza di infiammazione intestinale attiva.

3. Il feedback del paziente indica che l’integratore è stato ben tollerato, senza effetti collaterali gastrointestinali. Il paziente ha inoltre riportato un miglioramento dell’appetito e dei livelli energetici, sottolineando il beneficio pratico di una supplementazione orale adeguatamente formulata.

4. Un approccio multidisciplinare, che coinvolga gastroenterologi e specialisti in nutrizione clinica, è essenziale per ottimizzare sia la terapia farmacologica sia il supporto nutrizionale.

Le principali limitazioni di questo case report includono il disegno su singolo paziente e l’introduzione concomitante di upadacitinib, che non consente di attribuire in modo esclusivo all’intervento nutrizionale i miglioramenti osservati. Inoltre, la gravità della patologia ha occasionalmente limitato il pieno raggiungimento dell’introito energetico pianificato, evidenziando le difficoltà gestionali tipiche della pratica clinica reale. In conclusione, questo caso supporta il ruolo centrale della nutrizione clinica personalizzata nella gestione della colite ulcerosa severa refrattaria, evidenziando come un intervento nutrizionale precoce e mirato possa contribuire al miglioramento degli outcomes clinici e nutrizionali.

Ulteriori studi controllati sono necessari per definire protocolli nutrizionali standardizzati e per chiarire il contributo specifico della supplementazione mirata nel contesto delle terapie avanzate per le malattie infiammatorie intestinali.



Reference

  1. Li X, Ma S, Zhang X & He H. Nutritional risk stratification management is associated with reduced disease relapse and improved quality of life in IBD patients: a retrospective study. Front Nutr . 2026 Jan 12:12:1729247. doi: 10.3389/fnut.2025.1729247
  2. Bischoff SC, Escher J, Hébuterne X, et al. ESPEN practical guideline: Clinical nutrition in inflammatory bowel disease. Clin Nutr. 2024;42(3):352-379. doi:10.1016/j.clnu.2022.12.004.
  3. Cederholm T, Jensen GL, Correia MITD, et al. GLIM criteria for the diagnosis of malnutrition – update and validation in chronic inflammatory diseases. Clin Nutr. 2025 Jun; 49:11-20. doi: 10.1016/j.clnu.2025.03.018.
  4. Torres J, Bonovas S, Doherty G, et al. ECCO Guidelines on Therapeutics in Ulcerative Colitis: 2024 update. J Crohns Colitis. 2020 Jan 1;14(1):4-22. doi: 10.1093/ecco-jcc/jjz180.

 

 

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