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Intervento nutrizionale con ONS nella Malattia di Crohn a fenotipo stenosante: case report

12 Marzo 2026

di Andrea Buda, Direttore U.O.C. di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva, Ospedale S. Maria del Prato di Feltre


Il caso in sintesi


Obiettivo di questo case report è valutare l’efficacia di un intervento nutrizionale personalizzato con supplementi nutrizionali orali (ONS) in un paziente con Malattia di Crohn a fenotipo stenosante, in fase pre- e post-operatoria, al fine di migliorare lo stato nutrizionale, prevenire complicanze e favorire la ripresa delle attività quotidiane.

 

 
INDICE

Abstract
Introduzione
Materiale e metodi
Risultati
Conclusioni

 

Abstract


Presentazione del caso

Paziente maschio di 32 anni, con Malattia di Crohn dal 2022, ricoverato per subocclusione intestinale e calo ponderale di 4 kg in tre mesi. Il rischio nutrizionale elevato (MUST=3) e i criteri GLIM hanno evidenziato malnutrizione moderata, riduzione della massa muscolare e deficit di vitamina B12, folati e vitamina D. In previsione di resezione ileale e colonica, è stata impostata una dieta frazionata, semiliquida, a basso contenuto di fibre e senza lattosio, con supplementazione di ONS (LH Viola, 6 misurini/die, 600 kcal, 32.5 g proteine) per 3 mesi pre-operatori e 3 mesi post-operatori.


Conclusioni

L’intervento nutrizionale ha permesso il recupero ponderale, il miglioramento della massa muscolare, la normalizzazione dei parametri biochimici e la ripresa delle attività quotidiane, consentendo la sospensione degli ONS. Il caso evidenzia l’importanza di un approccio nutrizionale integrato nei pazienti con MC a fenotipo stenosante, in particolare nella gestione peri-operatoria.



Introduzione


La Malattia di Crohn (MC) a fenotipo stenosante comporta spesso malnutrizione, dovuta sia alla riduzione dell’apporto alimentare per sintomi sub-occlusivi sia al malassorbimento intestinale legato alla malattia attiva. La malnutrizione peri-operatoria aumenta il rischio di complicanze post-chirurgiche e rallenta la guarigione. Studi recenti suggeriscono che interventi nutrizionali personalizzati, comprendenti diete a basso residuo e supplementi nutrizionali orali (ONS), possano migliorare lo stato nutrizionale, supportare la massa muscolare e favorire il recupero post-operatorio, evitando la necessità di nutrizione enterale invasiva.



Materiale e metodi


All’ingresso, il paziente è stato valutato mediante lo screening nutrizionale MUST, con punteggio 3, indicativo di rischio elevato di malnutrizione. La valutazione approfondita secondo i criteri GLIM ha confermato malnutrizione moderata, con riduzione della massa muscolare e criteri eziologici legati alla patologia attiva e all’apporto nutrizionale insufficiente nei giorni precedenti il ricovero. Contestualmente, la colonscopia ha mostrato attività di malattia al cieco e sub-stenosi della valvola ileocecale, mentre l’entero-TC ha evidenziato ispessimento dell’ultima ansa ileale, dilatazione a monte e sospetta fistola entero-enterica. Gli esami biochimici hanno rilevato anemia mista e deficit di vitamina B12, folati, vitamina D e albumina, confermando la necessità di un intervento nutrizionale mirato. Durante la degenza, sono stati monitorati peso, BMI, composizione corporea e parametri biochimici per valutare l’efficacia del trattamento.



Descrizione del trattamento nutrizionale

Il trattamento nutrizionale è stato impostato sulla base delle esigenze cliniche e nutrizionali del paziente. È stata prescritta una dieta frazionata e semiliquida, a basso contenuto di fibre e priva di lattosio, finalizzata a ridurre il rischio di sintomi sub-occlusivi e garantire un apporto calorico adeguato. Parallelamente, il paziente ha ricevuto supplementazione con ONS ad alto contenuto proteico (LH Viola, 6 misurini/die, 600 kcal, 32.5 g proteine) per compensare l’apporto alimentare ridotto e supportare la massa muscolare.

La durata complessiva dell’intervento nutrizionale è stata di sei mesi: tre mesi pre-operatori e tre mesi post-operatori, con continuità del supporto nutrizionale durante la fase perioperatoria.

 

Risultati


Al termine del percorso nutrizionale, il paziente ha registrato un recupero ponderale di 4 kg, con incremento del BMI da 20.5 a 21.7 kg/m² e miglioramento della massa muscolare.

I parametri biochimici si sono normalizzati: vitamina B12 è passata da 162 a 349 pg/mL, folati da 2.3 a 6.1 µg/L e albumina da 29 a 32 g/L.

La qualità di vita è risultata significativamente migliorata, con ripresa delle attività quotidiane e mantenimento di un adeguato apporto calorico tramite dieta, consentendo la sospensione degli ONS. A otto settimane post-intervento, il paziente ha iniziato terapia avanzata con anti-TNF alpha, con risposta clinica e biochimica favorevole.

 

Tabella 1

Parametro Baseline Post-trattamento (3 mesi post-operatorio)
 Peso (kg) 70 74
 BMI (kg/m²) 20,5

21,7

 Massa muscolare Ridotta Incrementata
 Albumina (g/L) 29 32
 Vitamina B12 (pg/mL) 162 349
 Folati (µg/L) 2,3 6,1
 Qualità di vita Compromessa Buona, ripresa attività quotidiane




Limitazioni del caso

Pur evidenziando risultati positivi, il caso presenta alcune limitazioni. La massa muscolare è stata valutata clinicamente senza strumenti oggettivi come BIA o DEXA. La dieta è descritta in termini generali, senza dettaglio su apporto calorico o distribuzione dei macronutrienti.

Il follow-up è relativamente breve (3 mesi post-operatori), limitando la valutazione della sostenibilità a lungo termine. Non sono stati monitorati nel follow-up micronutrienti come la vitamina D. Infine, trattandosi di un singolo caso, non è possibile confrontare l’efficacia degli ONS con altre strategie nutrizionali.



Conclusioni

Il case report dimostra che un intervento nutrizionale personalizzato, basato su dieta frazionata a basso residuo e supplementazione con ONS, può supportare efficacemente il paziente con Malattia di Crohn a fenotipo stenosante durante le fasi pre- e post-operatoria.

Il trattamento ha favorito il recupero del peso, della massa muscolare, la normalizzazione dei parametri biochimici e il miglioramento della qualità di vita, sottolineando l’importanza di un approccio nutrizionale integrato nella gestione perioperatoria.

 

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