Secondo un'inchiesta pubblicata dalla Reuters il 20 ottobre, il mercato statunitense di vitamine e integratori ha superato i 74 miliardi di dollari nel 2025, mentre le vendite di integratori attraverso TikTok Shop hanno oltrepassato il miliardo di dollari. Queste ultime rappresentano il 5,4% delle vendite online della categoria, secondo i dati del Nutrition business journal citati dall'agenzia.
La crescita è sostenuta anche dai consumatori che iniziano ad assumere integratori dopo aver intrapreso una terapia con farmaci come semaglutide e tirzepatide. Secondo un'indagine del Nutrition business journal, quasi la metà degli utilizzatori di Glp-1 ha introdotto nuovi integratori dopo l'inizio del trattamento. Un sondaggio di Boston consulting group segnala inoltre una spesa superiore di circa il 20% per proteine, fibre e collagene rispetto al periodo precedente alla terapia.
Dalla gestione degli effetti indesiderati alla nutrizione durante il dimagrimento
Nausea, stipsi, disturbi gastrointestinali e stanchezza sono tra i problemi riferiti da alcuni pazienti in trattamento. La riduzione dell'appetito e dell'introito alimentare può inoltre rendere più difficile soddisfare il fabbisogno di proteine e micronutrienti, soprattutto quando il dimagrimento è rapido.
Le aziende stanno rispondendo con prodotti specifici per chi assume farmaci anti-obesità, mentre i rivenditori ampliano l'offerta di fibre, creatina, proteine ed elettroliti. The Vitamin Shoppe, catena statunitense specializzata in integratori, ha riferito alla Reuters una crescita a doppia cifra delle vendite di fibre e creatina nel corso dell'anno.
Il fenomeno interessa anche i grandi gruppi. Procter & Gamble si prepara ad acquisire il produttore di integratori Thorne, mentre la giapponese Kirin Holdings ha annunciato l'intenzione di acquistare la canadese Jamieson Wellness. Il settore si sta quindi muovendo su due fronti: intercettare nuovi bisogni nutrizionali e consolidare la propria presenza in un mercato in espansione.
Social media e qualità dei prodotti sotto osservazione
Una parte della crescita passa attraverso influencer e creator che raccontano la propria esperienza con farmaci e integratori. Le testimonianze personali possono orientare le scelte dei consumatori, ma non costituiscono prove di efficacia. Il problema riguarda sia la composizione effettiva degli ingredienti sia la solidità delle affermazioni promozionali. Alcuni operatori del settore chiedono controlli più rigorosi, mentre le associazioni industriali temono che nuovi obblighi possano rallentare l'introduzione di ingredienti innovativi. La Food and Drug Administration sta valutando un rafforzamento della vigilanza sui nuovi ingredienti alimentari. Tra le ipotesi discusse negli Stati Uniti figura una revisione delle procedure che consentono di commercializzare determinate sostanze senza una notifica preventiva alla Fda.
La sfida per il settore nutraceutico
La crescita della domanda legata ai GLP-1 potrebbe trasformare gli integratori in una componente sempre più visibile dell'offerta commerciale rivolta alle persone che gestiscono il proprio peso. La prospettiva, tuttavia, non è quella di una supplementazione indiscriminata: fibre, proteine, elettroliti e micronutrienti rispondono a esigenze differenti e non sono automaticamente necessari a tutti i pazienti.
Per le aziende, il vantaggio competitivo dipenderà dalla capacità di sviluppare formulazioni sicure, con composizione trasparente e benefici documentati. Per i professionisti della salute, resta centrale valutare l'alimentazione complessiva, i sintomi, le eventuali carenze e le terapie concomitanti, evitando che prodotti promossi sui social sostituiscano il confronto con il medico. (n.m.)
