Masld: ecco la dose soglia di verdure che riduce il rischio

07 Novembre 2025

Masld, ovvero Steatosi epatica associata a disfunzione metabolica. Si tratta della malattia epatica cronica più diffusa al mondo, rappresentando una delle principali minacce emergenti per la salute pubblica. Sebbene i miglioramenti dietetici siano universalmente riconosciuti come fondamentali per la prevenzione, fino a oggi l'impatto specifico dei diversi tipi di verdure è rimasto poco chiaro. A fare luce, una ricerca, pubblicata di recente su Nutrients, che ha coinvolto 1.297 partecipanti allo studio Nutrihep e ha esaminato l'assunzione complessiva di verdure, classificandole in sottogruppi di colore, al fine di determinare la quantità e la varietà ottimali per la riduzione del rischio. A parlarcene, Maria Noemy Pastore, Istituto nazionale di gastroenterologia - Irccs "Saverio de Bellis", Castellana Grotte (Ba), prima firma del lavoro.

D.ssa Pastore, che cos'è la Masld e quali sono i suoi fattori di rischio cardiometabolico?

Si tratta della principale epatopatia cronica a livello globale e una delle principali minacce emergenti per la salute pubblica. È caratterizzata da accumulo di grasso nel fegato in eccesso, ovvero steatosi epatica, in assenza di consumo significativo di alcol, in associazione ad almeno un criterio di disfunzione metabolica. I principali fattori di rischio cardiometabolico includono: sovrappeso o obesità, eccesso di grasso viscerale, prediabete o diabete mellito di tipo 2, dislipidemia e ipertensione arteriosa.

Qual era l'obiettivo principale del vostro studio e quale popolazione è stata esaminata?

L’obiettivo era valutare come diversi tipi di verdure potessero influenzare il rischio di sviluppare Masld e di determinare la quantità e la varietà ottimali di consumo di verdure necessarie a ridurre tale rischio. La popolazione focus dello studio è una coorte dell’Italia meridionale, in particolare di Putignano in provincia di Bari, iniziata nel 2005.

Quali sono stati i principali risultati, in particolare riguardo alle quantità giornaliere ottimali di verdure verdi e rosse/arancioni per ridurre il rischio di Masld, e quali verdure del gruppo “bianche e di altri colori” sono state associate a una minore probabilità di sviluppare la malattia?

I nostri risultati mostrano che per ridurre il rischio di sviluppare la Masld, la quantità ideale di verdure da consumare ogni giorno è di circa 325-350 grammi, corrispondenti a circa due porzioni. Questo livello di assunzione sembra garantire il massimo beneficio in termini di prevenzione. Quando le verdure vengono analizzate in base al loro colore, che riflette la presenza di diversi pigmenti e composti bioattivi, emerge un quadro interessante. Le verdure verdi, come quelle a foglia, la lattuga e le crucifere, mostrano il loro massimo effetto protettivo già con circa 35 grammi al giorno. Anche le verdure rosse e arancioni, come pomodori e carote, risultano particolarmente benefiche, con una quantità ottimale di circa 130 grammi al giorno. Per le verdure bianche e di altri colori, tra cui cipolla, sedano e finocchi, non è stata individuata una soglia ottimale precisa: in questo caso, un consumo progressivamente maggiore è risultato associato a una riduzione proporzionale del rischio di Masld. In altre parole, più se ne consuma, maggiore sembra essere la protezione.

Cosa si intende per "effetto soglia" in relazione al consumo di verdure, come discusso nello studio?

Per effetto soglia si intende la quantità di verdure alla quale si osserva il massimo effetto protettivo contro il rischio di sviluppare la Masld, in base ai dati di questa specifica coorte. Questo non rappresenta un limite oltre il quale il consumo di verdure diventa dannoso, ma piuttosto il punto oltre il quale un ulteriore aumento dell’assunzione non comporta necessariamente un beneficio aggiuntivo in termini di protezione.

Quali, infine, i limiti dello studio?

Innanzitutto, si tratta di uno studio osservazionale, quindi non è possibile stabilire un rapporto di causa-effetto tra il consumo di verdure e il rischio di Masld. Inoltre, la dieta è stata autoriferita dai partecipanti, e questo può introdurre errori o imprecisioni nelle risposte. Un altro limite riguarda l’utilizzo del questionario Epic Ffq, che è di tipo internazionale e non tiene sempre conto degli alimenti tipici locali. Di conseguenza, alcune verdure consumate più frequentemente in determinate regioni potrebbero non essere state incluse, portando a una sottostima o sovrastima dei consumi reali. Infine, lo studio non ha considerato il livello di attività fisica dei partecipanti, un fattore importante perché la letteratura precedente mostra una forte associazione tra attività fisica e rischio di Masld.

Nicola Miglino

 

 

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