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Sarcopenia, un rischio per l’anziano fragile

05 Novembre 2025

La sarcopenia (dal greco -sarx = muscolo e -penia = perdita) è un disordine muscolo-scheletrico, che consiste nella progressiva perdita di massa muscolare; è una condizione comune nell’anziano e si associa a un’aumentata probabilità di eventi avversi, quali cadute, fratture, disabilità fisica e mortalità.

Ad oggi, la sarcopenia è formalmente riconosciuta come malattia muscolare col codice diagnostico ICD-10-MC. Secondo i più recenti criteri dell’European Working Group on Sarcopenia in Older People (EWGSOP2), quando si documenta nel paziente scarsa forza muscolare si parla di probabile sarcopenia (valutata mediante la forza di presa della mano e il test dell’alzarsi e sedersi dalla sedia); la diagnosi di sarcopenia viene poi confermata dalla presenza di scarsa quantità o qualità di massa muscolare (valutata mediante la densitomentria a doppio raggio X, oppure la bioimpedenziometria); viene infine utilizzato il test physical performance battery, che valuta la funzione muscolare, per valutare il grado di severità della sarcopenia.
L’insorgenza della sarcopenia è multifattoriale ed è favorita dall’infiammazione, dall’immunosenescenza, dalla resistenza anabolica e dall’aumento dello stress ossidativo. Questi meccanismi risultano ulteriormente accentuati nei casi di sedentarietà, malnutrizione, in particolare proteica, e comorbilità. Di conseguenza, l’attività fisica, una dieta corretta e un’adeguata integrazione con specifici nutrienti sono attualmente considerati i pilastri fondamentali nel trattamento e nella prevenzione della sarcopenia.
Come avviene in tutti i tessuti corporei, le proteine muscolari sono sottoposte a un processo costante di sintesi e di degradazione; nell’adulto sano (con un apporto proteico adeguato al suo fabbisogno) questo turnover risulta essere in equilibrio, consentendo di mantenere un bilancio azotato e una massa muscolare costanti. Nel corso dell’invecchiamento (a cominciare già dai 50 anni) si assiste al disequilibrio di tale processo e la degradazione proteica muscolare tende a divenire più elevata della sintesi. A questo fenomeno primario possono associarsi altri fattori di natura ormonale, funzionale, nutrizionale, ciascuno dei quali può contribuire in misura più o meno importante, a seconda del sesso, dell’età e delle condizioni cliniche del paziente, nella progressione della patologia stessa, definendo successivamente il quadro di sarcopenia definita primaria se dovuta all’età oppure secondaria se, indipendentemente dall’età, è associata ad altre patologie, ad esempio oncologiche.
L’ottimizzazione dell’alimentazione dovrebbe essere considerata come uno standard di cura, poiché la disponibilità degli elementi costitutivi necessari per il recupero della massa muscolare è fondamentale. Di conseguenza, al fine di arrestare e possibilmente invertire la perdita di massa e funzione muscolare, l’attuale trattamento raccomandato basato sulle linee guida consiste nell’allenamento con esercizi di resistenza, oltre che attività aerobica, nell’ottimizzazione della dieta, con un particolare focus sull’assunzione di proteine e aminoacidi, in particolare essenziali, e nell’affrontare la carenza/insufficienza di vitamina D.
Anche altri nutrienti, come gli acidi grassi omega-3 e il beta-idrossimetilbutirrato (B-HMB), sono risultati potenzialmente protettivi contro la perdita di massa e funzione muscolare. Poiché frequentemente i soggetti anziani non riescono a soddisfare i fabbisogni di nutrienti utili a mantenere la massa muscolare, quali aminoacidi essenziali, vitamina D, omega-3, con la dieta, è utile associare alla dieta integratori alimentari o alimenti a fini medici speciali specificamente formulati per la terapia della sarcopenia.

Mariangela Rondanelli, Clara Gasparri - Unità Operativa Complessa di Riabilitazione ad Indirizzo Metabolico, Dipartimento di Sanità Pubblica, Università di Pavia
Bibliografia disponibile su richiesta


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