Inoltre, durante questa fase vi è un rallentamento importante del metabolismo che porta spesso ad un aumento di peso se non vengono modificate le abitudini alimentari per ridurre l’apporto calorico. È importante il ruolo dell’alimentazione di tipo mediterraneo per le sue caratteristiche antiossidanti e antiinfiammatorie e con pochi acidi grassi saturi per tenere sotto controllo metabolismo lipidico e peso in menopausa; questo anche per garantire un adeguato apporto di vitamina D, di acidi grassi della serie omega-3 e di alcuni composti ad attività antiossidante.
Infatti, il calo di estrogeni che caratterizza non solo il periodo perimenopausale, ma tutta la vita successiva della donna, si associa a maggiori rischi di carenze di micronutrienti, e in particolare le modificazioni del metabolismo dell’osso necessitano di particolare attenzione per le necessità aumentate di calcio e vitamina D.
Calcio e vitamina D
Il calcio, che aiuta a costruire le ossa, è l’elemento più importante della dieta per la prevenzione dell’osteoporosi, la principale causa nelle fratture negli anziani. Il micronutriente è un importante elemento costitutivo del nostro scheletro, dove svolge un ruolo strutturale e di riserva per il mantenimento dei livelli plasmatici, mentre il restante 1%, ripartito tra i tessuti molli e liquidi extracellulari, è coinvolto in funzioni vitali, quali l’attività di numerosi enzimi e di specifici organi e tessuti (a livello neuromuscolare, cardiaco, renale, etc). La carenza di estrogeni influenza il processo di rimodellamento osseo, attraverso il quale l’osso vecchio viene rimpiazzato dal nuovo. In condizioni normali, la porzione di osso sintetizzato durante il rimodellamento è identica a quella rimossa. Con la menopausa, invece, si assiste a una perdita annua del 2-3 per cento, con una maggior fragilità e un aumento del rischio di fratture. Dato che gli estrogeni controllano anche l’assorbimento del calcio dall’intestino, dopo la menopausa questo risulta ridotto. Un processo di questo tipo innesca un maggiore utilizzo dei depositi di calcio e determina un ulteriore impoverimento della massa ossea.
Per affrontare l’età della menopausa in condizioni ottimali è dunque importante porre attenzione ad assumere alimenti contenenti calcio con la dieNOta, soprattutto latticini. Tuttavia, l’apporto medio di calcio nella popolazione con la dieta è di circa 800 mg al giorno, non sufficiente a raggiungere i livelli raccomandati di 1000-1500 mg al giorno.
Anche fattori genetici e ormonali possono peggiorare lo stato di carenza di calcio, così come il livello di attività fisica.
Al metabolismo dell’osso e del calcio partecipa anche la vitamina D, la cui carenza è molto diffusa nella popolazione, con una conseguente ridotta mineralizzazione della matrice ossea. Quindi in menopausa è consigliabile una supplementazione associata di calcio e vitamina D.
Fitoterapici
Diverse terapie non ormonali e/o alternative sono state proposte per la cura dei sintomi della menopausa, in particolare dei sintomi vasomotori. Infatti, anche se la terapia ormonale sostitutiva rappresenta la prima scelta, negli anni sono stati studiati diversi nutraceutici, a partire dai fitoestrogeni, la cui attività è legata alla loro capacità di modulare i recettori per gli estrogeni (ER). In generale i risultati degli studi sono stati piuttosto eterogenei, ma si è raggiunto un buon livello di evidenza circa gli effetti positivi dell’estratto isopropilico della Cimicifuga racemosa anche se non tutte le linee guida lo raccomandano per la riduzione dei sintomi vasomotori.
Per altri prodotti, come gli isoflavoni della soia, genisteina a livelli superiori ai 30 mg/die, prodotti contenenti equolo, ed estratto di polline l’evidenza è legata a pochi studi, con numerosità basse. Non vi sono dimostrazioni sufficienti invece per quanto riguarda l’efficacia del resveratrolo, del luppolo, della dioscorea o dell’olio di enotera. Nessuna evidenza di efficacia è stata trovata per l’Hyperycum perforatum, il matcha ed il ginseng che quindi non hanno nessun ruolo nella cura dei sintomi vasomotori della menopausa.
Irene Cetin, UOC Ostetricia Mangiagalli - Policlinico IRCCS Cà Granda - Università degli Studi di Milano
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