Questi sono composti multi-attivi che offrono un duplice beneficio: reagiscono con gli ossidanti, come l’ossigeno molecolare e i radicali liberi, riducendo i danni che queste molecole possono causare alle cellule e ai tessuti, e forniscono protezione contro la fragilità capillare, favorendo una corretta irrorazione tissutale contro i processi infiammatori.
L’estratto di Aristotelia chilensis o Maqui berry, una pianta dal colore viola scuro che cresce solo in una zona remota della Patagonia, contiene i livelli più elevati di antocianine, in particolare le delfinidine, rispetto ad altre bacche come l’Acai berry e il Goji berry, o al melograno e al mirtillo, anch’essi noti per le loro spiccate proprietà antiossidanti. Questo estratto è ricco anche di sostanze antiossidanti come le vitamine A, C ed E, la nicotinamide con azione di riparazione del DNA, il pantenolo (vitamina B5), alcuni minerali (come il selenio, lo zinco, il rame), amminoacidi (come la cisteina) e alcune sostanze naturali presenti negli alimenti, come le catechine del tè verde, il sulforafano (contenuto nelle Brassicacee), il resveratrolo e il licopene. Questi sono solo alcuni esempi di sostanze in grado di potenziare le difese dell’organismo contro l’attacco dei radicali liberi.
Il resveratrolo è un composto stilbenico derivato dai flavonoidi che fa parte delle fitoalessine. Queste sostanze vengono prodotte dalla vite in risposta a stress biologici causati dall’esposizione ai raggi ultravioletti e alle avversità climatiche. Il resveratrolo è presente soprattutto nella buccia degli acini d’uva nera. Quando somministrato per via orale, è un potente inibitore sia in vivo sia in vitro del CYP3A4, coinvolto nel metabolismo di molecole endogene come ormoni steroidei, lipidi e acidi biliari, ma anche di farmaci, inquinanti ambientali e prodotti alimentari.
Il primo utilizzo nutraceutico del resveratrolo avvenne in Francia, inizialmente con l’uso diretto del vino rosso per impacchi e peeling, successivamente con la produzione di oli essenziali e soprattutto creme a base di uva, vinaccioli e foglie di vite.
L’utilizzo di parti della pianta o di estratti può talvolta causare problemi di lavorazione, stabilità del prodotto finito e qualità organolettiche. Per affrontare tali inconvenienti, è preferibile utilizzare un attivo puro, generalmente ottenuto da Polygonum Cuspidatum. L’utilizzo dell’attivo puro al 98% risolve solo alcune problematiche, ma non quelle legate alle caratteristiche chimico-fisiche della molecola. Uno dei principali problemi del resveratrolo è la sua scarsa biodisponibilità, che dipende strettamente dalla lipofilia dell’attivo (cioè bassa solubilità e buona permeabilità di membrana). Questo crea notevoli difficoltà di conservazione ed efficacia delle formulazioni nutraceutiche.
La polidatina è un composto naturale rinvenuto in alcune piante, specialmente nell’uva (Vitis vinifera), e costituisce una forma glicosilata del resveratrolo. Sebbene gli studi su questo composto siano stati condotti in misura minore rispetto al resveratrolo, si ritiene che la presenza del gruppo glicosile nella sua struttura possa migliorare la sua biodisponibilità e stabilità, aumentando così l’assorbimento rispetto al resveratrolo puro.
Ricerche preliminari suggeriscono che la polidatina possa influenzare positivamente la longevità cellulare attraverso vari meccanismi:
1) Attività antiossidante: la polidatina è riconosciuta per la sua potente azione antiossidante, la quale può proteggere le cellule dai danni causati dai radicali liberi, contribuendo così alla salute cellulare.
2) Attivazione delle sirtuine: alcuni studi indicano che la polidatina potrebbe influenzare positivamente le sirtuine, in particolare SIRT1, enzimi coinvolti nella regolazione del metabolismo, nella risposta allo stress e, potenzialmente, nella longevità cellulare.
3) Effetti antinfiammatori: la capacità della polidatina di ridurre l’infiammazione potrebbe indirettamente favorire la longevità cellulare, dato che l’infiammazione cronica è associata a diversi processi di invecchiamento.
L’astaxantina è un carotenoide, pigmento naturale che si trova in molte piante e organismi marini. È responsabile del colore rosso acceso di alcuni tipi di microalghe, funghi e crostacei, come i gamberi e i salmone. È un antiossidante molto potente, e questa caratteristica ha suscitato interesse riguardo al suo possibile ruolo nella salute e nella longevità cellulare.
Numerosi studi suggeriscono che l’astaxantina possa apportare diversi benefici in tema di longevità cellulare:
1) Protezione antiossidante: l’astaxantina è particolarmente efficace nel neutralizzare i radicali liberi, contribuendo a proteggere le cellule e il DNA dai danni ossidativi.
2) Attività antinfiammatoria: come la polidatina, l’astaxantina mostra proprietà antinfiammatorie che possono contribuire a mantenere un ambiente cellulare favorevole alla longevità.
3) Supporto ai mitocondri: alcuni studi indicano che l’astaxantina può svolgere un ruolo nella protezione dei mitocondri, le strutture cellulari coinvolte nella produzione di energia, contribuendo così alla longevità cellulare.
Mariuccia Bucci, Dipartimento di NutriDermatologia ISPLAD - International-Italian Society of Plastic, Regenerative and Oncology Dermatology, Milano
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