Le partecipanti sono state suddivise in due gruppi: 33 hanno assunto 100 mg di Pycnogenol due volte al giorno, mentre 34 hanno ricevuto un placebo. La prima fase dello studio è durata tre mesi; successivamente, per altri tre mesi, tutte le partecipanti hanno assunto l’estratto.
Gli effetti sulla qualità della vita sono stati valutati attraverso due questionari validati (SF-36v2 e QUALEFFO-41). Nel questionario SF-36v2, dopo tre mesi il punteggio relativo al dolore fisico è passato da 57,46 a 68,07 nel gruppo Pycnogenol, mentre nel gruppo placebo è rimasto sostanzialmente stabile, passando da 55,35 a 51,93. Un risultato favorevole è emerso anche per la vitalità: a tre mesi il punteggio era pari a 64,62 nel gruppo trattato e a 54,36 nel gruppo placebo.
https://www.frontiersin.org/journals/nutrition/articles/10.3389/fnut.2026.1924081/full
Il quadro è stato meno netto per il questionario specifico per l’osteoporosi QUALEFFO-41: dopo tre mesi non sono emerse differenze significative tra i gruppi né nel punteggio complessivo né nell’area relativa al dolore. Dopo sei mesi, il punteggio del dominio dolore era più favorevole nelle donne che avevano assunto Pycnogenol per tutto il periodo rispetto a quelle passate dal placebo all’estratto dopo i primi tre mesi.
I marcatori del metabolismo osseo
Lo studio ha esaminato anche due indicatori del rimodellamento osseo: CTX-1, associato al riassorbimento, e P1NP, indicatore della formazione ossea. Nel gruppo Pycnogenol, il CTX-1 è diminuito rispetto al basale durante il periodo di trattamento; tuttavia, nel confronto diretto con il placebo non sono emerse differenze statisticamente significative. Il P1NP, invece, è rimasto sostanzialmente stabile.
I risultati indicano quindi un possibile effetto su alcuni parametri riferiti alla qualità della vita, mentre non documentano un effetto significativo rispetto al placebo sui marcatori del metabolismo osseo.
Durante lo studio, i parametri ematici e gli indicatori della funzionalità epatica e renale sono rimasti complessivamente stabili, sostenendo un profilo di tollerabilità favorevole nel periodo osservato.
La ricerca amplia le conoscenze cliniche sul Pycnogenol nelle donne con ridotta densità ossea. Il campione contenuto e la durata limitata non consentono però di stabilire se i miglioramenti osservati si traducano in benefici a lungo termine o in una riduzione del rischio di frattura. (n.m.)
