Hericium erinaceus: studio segnala benefici su attenzione, memoria e qualità del sonno

16 Ottobre 2026

L'integrazione con Hericium erinaceus, fungo commestibile conosciuto come Lion's Mane o criniera di leone, potrebbe contribuire a sostenere alcune funzioni cognitive e il benessere quotidiano. È quanto emerge da uno studio randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo, pubblicato su Frontiers in Nutrition.

La ricerca ha coinvolto 109 adulti di età compresa tra 40 e 75 anni che riferivano difficoltà cognitive. I partecipanti sono stati assegnati al gruppo di trattamento, composto da 57 persone, oppure al gruppo placebo, con 52 partecipanti. Il protocollo prevedeva l'assunzione quotidiana di 2 grammi di una preparazione a base di Hericium erinaceus per otto settimane. Il prodotto conteneva sia corpo fruttifero sia biomassa miceliale del fungo.

Miglioramenti in alcuni test cognitivi

Al termine dell'intervento, i ricercatori hanno osservato risultati favorevoli in alcuni parametri cognitivi, in particolare nell'attenzione visiva e nella memoria di lavoro. Il gruppo che aveva assunto il fungo ha mostrato miglioramenti statisticamente significativi rispetto al placebo nel test Juggle Factor, utilizzato per valutare alcune componenti dell'attenzione e della memoria di lavoro. Lo studio ha rilevato anche cambiamenti favorevoli nelle valutazioni soggettive della qualità del sonno, della sensazione di riposo al risveglio e dell'umore. Non sono stati segnalati eventi avversi nel gruppo trattato durante le otto settimane di osservazione.

L'interesse per i funghi funzionali

Hericium erinaceus è da tempo oggetto di ricerca per la presenza di composti bioattivi, tra cui erinacine ed ericenoni, studiati per le loro possibili interazioni con i processi biologici coinvolti nella funzione nervosa. I risultati del nuovo trial aggiungono dati clinici all'interesse verso questo fungo, sempre più presente nel settore degli ingredienti funzionali e degli integratori destinati al benessere cognitivo. Lo studio presenta tuttavia alcuni limiti: la durata di otto settimane non permette di stabilire se gli effetti persistano nel tempo e il campione non comprendeva pazienti con una diagnosi specifica di malattia neurodegenerativa. Saranno quindi necessari ulteriori studi per confermare i risultati e chiarire le possibili applicazioni. La ricerca, però, contribuisce comunque ad ampliare le conoscenze su Hericium erinaceus e sulle potenzialità dei funghi funzionali, un settore nel quale cresce l'interesse per ingredienti capaci di intervenire sul rapporto tra alimentazione, funzioni cognitive e benessere. (n.m.)

 

 

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