L'apertura dei lavori di una tavola rotonda dedicata ha visto protagonista Roberto Zenga, Founder & Managing Partner di Zeta Health Solutions, che ha delineato i nuovi confini del mercato della salute. Citando l'Organizzazione mondiale della sanità, Zenga ha ricordato che l’approccio One Health miri a "bilanciare e a ottimizzare in modo sostenibile la salute di esseri umani, animali ed ecosistemi".
Zenga ha evidenziato come il fenomeno dell’"antropomorfizzazione" degli animali domestici abbia portato a una maggiore attenzione verso ingredienti naturali e sicuri, riflettendo standard qualitativi sempre più vicini a quelli umani. Questa evoluzione è supportata da significativi dati economici: il mercato globale della nutraceutica per animali, stimato a 3,8 miliardi di dollari nel 2026, potrebbe quasi raddoppiare raggiungendo i 7,55 miliardi entro il 2035. La chiave di questa crescita risiede nella prospettiva traslazionale, poiché molte molecole nutraceutiche esercitano "effetti biologici simili o sovrapponibili nell’uomo e nell’animale".
La fitoterapia
Ruggero Amato, Medico veterinario del dipartimento di Medicina veterinaria e produzioni animali dell’Università degli studi di Napoli Federico II, si è focalizzato sull’uso dei fitoterapici, termine che utilizza con un’accezione ampia, facendovi rientrare “i prodotti naturali con attività fisiologica in generale", includendo mangimi complementari e cosmetici veterinari.
Secondo Amato, il ricorso a queste soluzioni è spinto dalla necessità di alternative ai farmaci convenzionali, in particolare antibiotici ed antiparassitari, e dalla ricerca di prodotti con minori effetti collaterali. Tuttavia, Amato ha messo in guardia contro le criticità del settore, specialmente la "vaghezza con cui molti di questi prodotti vengono realizzati ed utilizzati". La soluzione risiede nel rigore scientifico: "Bisogna più che mai servirsi di prodotti standardizzati, preferibilmente sotto forma di estratto titolato". In questo ambito, Amato ha indicato gli estratti ricchi in polifenoli come eccellenze per efficacia e solidità dei dati bibliografici disponibili.
Nutraceutica e longevità
Il tema della prevenzione e della gestione dell'animale anziano è stato approfondito da Carla Giuditta Vecchiato, del dipartimento di Scienze mediche veterinarie dell’Alma Mater Studiorum Università di Bologna. La ricercatrice ha sottolineato come la nutraceutica sia ormai uno strumento indispensabile per "promuovere il benessere e supportare un invecchiamento sano di cani e gatti".
Vecchiato ha analizzato diversi nutrienti funzionali chiave:
- Omega-3 (Epa e Dha): essenziali per le proprietà antinfiammatorie e il supporto cognitivo, essendo il Dha un componente fondamentale delle membrane neuronali.
- Mct (Trigliceridi a catena media): fonte energetica alternativa per il cervello, utile per mantenere la vitalità mentale nei cani senior.
- Antiossidanti e salute intestinale: l'uso di vitamine, polifenoli e coenzima Q10 contrasta lo stress ossidativo legato all'età. Parallelamente, prebiotici e probiotici garantiscono l'equilibrio del microbiota, fondamentale per una "migliore digestione e una più efficace risposta immunitaria".
Come concluso dagli esperti, la medicina veterinaria sta vivendo una trasformazione profonda, orientata verso standard qualitativi elevati e solide evidenze scientifiche. L'integrazione nutraceutica, se correttamente dosata dal veterinario, non è solo un supporto terapeutico, ma un pilastro per "preservare salute, funzionalità e qualità della vita" in un'ottica di salute globale integrata.
Nicola Miglino
