Oltre le calorie: le nuove direttive per la cura dell’obesità dal 46° Congresso Sinu

12 Giugno 2026

Con la conclusione del 46° Congresso nazionale della società italiana di nutrizione Umana (Sinu), tenutosi a Bergamo dal 27 al 29 maggio scorsi, emerge con chiarezza un nuovo standard nella gestione dell’obesità. La condizione non è più considerata una semplice conseguenza di stili di vita errati, ma è stata ufficialmente ribadita la sua natura di malattia cronica complessa, recidivante e multifattoriale. Questo cambiamento di prospettiva segna il superamento definitivo di una visione riduzionista che per anni ha limitato la cura al solo conteggio delle calorie introdotte e consumate.

Una patologia sistemica oltre il Bmi

I risultati presentati durante i lavori congressuali confermano che l'obesità scaturisce da una fitta rete di interazioni tra meccanismi biologici, metabolici, neuroendocrini, ambientali e psicologici. Di conseguenza, la comunità scientifica concorda sul fatto che la valutazione del paziente non possa più fermarsi al solo Indice di massa corporea (Bmi). Le nuove linee guida suggeriscono di integrare l’analisi delle complicanze cliniche e del profilo metabolico individuale, spostando l’attenzione sulla salute globale della persona.

Questo inquadramento clinico ha un valore fondamentale anche sul piano sociale e normativo. Riconoscere l’obesità come patologia cronica è un passo cruciale per ridurre lo stigma e superare l'idea fuorviante che il peso sia esclusivamente una questione di "volontà individuale". Tale riconoscimento è propedeutico a una revisione dei percorsi assistenziali che garantisca un migliore accesso alle cure per tutti i pazienti.

La rivoluzione dei farmaci e la necessità di una guida

Uno dei temi centrali del congresso è stato l’impatto dei nuovi farmaci anti-obesità. Sebbene rappresentino una svolta nel controllo dei meccanismi biologici di fame e sazietà, gli esperti sottolineano che non possono essere considerati una soluzione isolata.

“Questi trattamenti non devono essere interpretati come una soluzione isolata o alternativa alla terapia nutrizionale. Al contrario, la loro efficacia risulta massima quando inseriti all’interno di un programma strutturato e multidisciplinare, che includa educazione alimentare, monitoraggio clinico, attività fisica e supporto comportamentale”, ha spiegato Simona Bo, membro del Consiglio Direttivo Sinu. Secondo l’esperta, sebbene i farmaci migliorino sensibilmente le comorbidità metaboliche e cardiovascolari, richiedono un accompagnamento nutrizionale rigoroso per garantire la sostenibilità dei risultati e contrastare eventuali effetti collaterali.

Il ruolo centrale della nutrizione di precisione

L’uso dei farmaci modifica profondamente il comportamento alimentare, riducendo l’appetito e alterando le preferenze dei pazienti. Se non adeguatamente guidato, questo cambiamento espone al rischio di un apporto insufficiente di proteine e micronutrienti, mettendo in pericolo la massa magra.

In questo scenario, Anna Tagliabue, Presidente Sinu, ha sintetizzato la posizione della Società: “Anche nell’era dei farmaci innovativi, la corretta alimentazione resta centrale: non più solo come strumento per ridurre il peso, ma come elemento fondamentale per garantire qualità nutrizionale, preservare la massa magra e sostenere i risultati nel lungo termine”.

La strategia terapeutica del futuro deve essere quindi integrata e multidisciplinare. Come concluso dalla Presidente Tagliabue, è necessario adottare un approccio “oltre le calorie”, fondato sulla fisiopatologia dell’obesità e sulla scienza. “La risposta a questa sfida globale non passa per semplificazioni o allarmismi, ma attraverso una presa in carico globale e continuativa della persona”.

 

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