I ricercatori hanno esaminato 12 studi prospettici osservazionali condotti in diverse parti del mondo, tra cui Stati Uniti, Europa (Regno Unito e Francia) e Asia (Cina, Iran, Corea del Sud e Giappone). L'analisi ha coinvolto un numero vastissimo di partecipanti, con campioni che variavano da circa 1.100 a oltre 88.000 persone.
I risultati indicano che chi consuma abitualmente grandi quantità di legumi presenta un rischio di ipertensione inferiore del 16% rispetto a chi ne consuma pochi. Per quanto riguarda la soia, il beneficio è ancora più marcato, con una riduzione del rischio del 19%. Esaminando il rapporto dose-risposta, lo studio ha rilevato che il beneficio massimo per i legumi (una riduzione del rischio del 30%) si ottiene con un consumo di circa 170 g /die. Per la soia, la riduzione del rischio (28-29%) si stabilizza tra i 60 e gli 80 g/die.
I ricercatori spiegano che 100 grammi di legumi o soia equivalgono a circa una tazza o 5-6 cucchiai di prodotto cotto (come fagioli, ceci o lenticchie) o a una porzione di tofu grande quanto il palmo di una mano. La categoria dei legumi include alimenti comuni come piselli, lenticchie e ceci, mentre tra i prodotti a base di soia figurano il tofu, il latte di soia, l'edamame, il tempeh e il miso.
Esistono diverse spiegazioni scientifiche per questi benefici. Legumi e soia sono naturalmente ricchi di potassio, magnesio e fibre alimentari, nutrienti essenziali noti per le loro proprietà ipotensive. Inoltre, la fermentazione della fibra solubile contenuta in questi alimenti produce acidi grassi a catena corta che influenzano positivamente la dilatazione dei vasi sanguigni. La soia, in particolare, contiene isoflavoni, composti che sembrano aiutare ulteriormente a regolare la pressione sanguigna.
Un cambio di rotta necessario
Nonostante l’evidenza scientifica indichi una "probabile relazione causale" tra questi alimenti e la salute cardiovascolare, il consumo attuale rimane preoccupantemente basso. In Europa e nel Regno Unito, la media è di soli 8-15 g al giorno, ben al di sotto dei 65-100 g raccomandati per la salute generale.
Così concludono gli Autori: “Sebbene siano necessari ulteriori studi su larga scala per confermare questi dati, i risultati forniscono un solido supporto alle raccomandazioni dietetiche che invitano a privilegiare legumi e soia come fonti proteiche sane. Questa ricerca rafforza l'idea che le diete a base vegetale siano una strategia primaria fondamentale per mitigare il carico globale dell'ipertensione”. (n.m.)
