Curcumina: scoperta azione che blocca l'assorbimento di colesterolo intestinale ed epatico

07 Novembre 2025

L'ipercolesterolemia, un fattore di rischio primario per le malattie cardiovascolari aterosclerotiche, potrebbe presto trovare un nuovo alleato inaspettato: la curcumina. Uno studio recente, pubblicato su Nutrition & Metabolism, ha fornito prove che il composto polifenolico derivato dal rizoma della curcuma previene l'ipercolesterolemia sopprimendo l'espressione di un cruciale trasportatore di colesterolo.

Il bersaglio principale di questa nuova ricerca è la proteina Niemann-Pick C1-like 1 (NPC1L1), che media l'assorbimento del colesterolo nell'intestino tenue ed è anche espressa nelle membrane dei dotti biliari epatici, dove media il riassorbimento del colesterolo biliare. L'inibizione della NPC1L1 è già nota per essere una strategia efficace per ridurre il colesterolo nel sangue.

I ricercatori hanno ipotizzato che la curcumina potesse prevenire l'ipercolesterolemia indotta da dieta ricca di grassi (HFD) inibendo l'espressione intestinale ed epatica di NPC1L1.

Per testare questa ipotesi, criceti maschi sono stati alimentati con una dieta HFD con o senza integrazione di curcumina allo 0,1% p/p per 12 settimane. Questo dosaggio è approssimativamente equivalente a un consumo di 200 mg di curcumina al giorno per un essere umano di 60 kg.

I risultati sono stati significativi: nei criceti trattati con curcumina, i livelli di colesterolo erano notevolmente ridotti. Rispetto ai criceti alimentati con HFD, l'integrazione di curcumina ha abbassato i livelli di colesterolo nel siero del 20,2% e nel fegato del 26,1%. Inoltre, la curcumina ha promosso l'eliminazione del colesterolo, aumentando in modo significativo l'escrezione fecale di steroli neutri del 114,5%.

Il meccanismo d'azione

La parte più innovativa dello studio riguarda la spiegazione del meccanismo molecolare. È noto che l'espressione di NPC1L1 è regolata dai fattori di trascrizione SREBP-2 (sterol regulatory element binding protein-2) e HNF1alfa (hepatocyte nuclear factor 1 alfa), che fungono da attivatori trascrizionali.

Utilizzando studi su cellule intestinali ed epatiche, i ricercatori hanno dimostrato che la curcumina inibisce l'attività del promotore di NPC1L1 e l'attività trascrizionale di SREBP-2 e HNF1 alfa in modo dose-dipendente. La massima inibizione è stata osservata a 50 µmol/L di curcumina. In coerenza con questi risultati, la curcumina ha ridotto significativamente l'assorbimento di colesterolo cellulare (fino al 47,6% nelle cellule intestinali e al 43,7% nelle cellule epatiche alla dose di 50 µmol/L).

In vivo, la curcumina ha ridotto l'espressione genica di NPC1L1, SREBP-2 e HNF1 alfa nell'intestino tenue e nel fegato dei criceti alimentati con HFD. Ha anche ridotto l'abbondanza nucleare di HNF1 alfa in entrambi i tessuti.

“I risultati indicano che la curcumina previene l'ipercolesterolemia indotta dalla dieta sopprimendo l'espressione intestinale ed epatica di NPC1L1 e l'assorbimento di colesterolo, attraverso l'inibizione delle attività trascrizionali di SREBP-2 e HNF1 alfa, un meccanismo è paragonabile all'azione dell'ezetimibe, noto inibitore di NPC1L1”, commentano gli autori. “Queste evidenze forniscono una base solida per considerare la curcumina come un potenziale nutraceutico per la prevenzione e il trattamento dell'ipercolesterolemia, agendo sulla regolazione di NPC1L1 e sul metabolismo della circolazione enteroepatica del colesterolo. Tuttavia, sebbene i risultati siano promettenti, l'effetto anti-ipercolesterolemico della curcumina dovrà essere ulteriormente validato nell'uomo”. (n.m.)

 

Top
Questo sito utilizza i cookies, che consentono di ottimizzarne le prestazioni e di offrire una migliore esperienza all'utente. More details…