L'indagine, che ha coinvolto 100 strutture su tutto il territorio nazionale, mette in luce significative criticità nell'integrazione sistematica del supporto nutrizionale nella pratica clinica.
I dati della survey rivelano che nel 49% dei centri oncologici non è previsto un percorso nutrizionale strutturato per tutti i pazienti. Inoltre, la valutazione nutrizionale non viene effettuata di routine alla diagnosi – ovvero in concomitanza o subito dopo la prima visita – nel 33% dei centri. A ciò si aggiunge che nel 30% dei centri non vengono impiegati strumenti validati di screening nutrizionale, come raccomandato dalle linee guida Espen e Aiom.
Un altro aspetto critico è la documentazione: lo screening nutrizionale, anche dove presente, non viene registrato in modo sistematico nel 35% dei casi. Preoccupante anche il dato che nel 41% delle strutture ai pazienti non vengono richieste neanche le proprie abitudini alimentari al momento della valutazione nutrizionale.
Questa mancanza di gestione nutrizionale precoce e continuativa ha effetti negativi sulla tolleranza ai trattamenti, sul sistema immunitario e sugli esiti clinici. Come sottolinea la presidente uscente Cipomo, Luisa Fioretto, oltre il 50% dei pazienti in ambito oncologico presenta alterazioni dello stato nutrizionale, con il 9% chiaramente malnutrito e il 42% a rischio di malnutrizione al momento della prima visita.
Non mancano, tuttavia, i segnali positivi. L’88% dei centri effettua valutazioni nutrizionali in fasi successive del percorso terapeutico, come durante i trattamenti attivi o nel follow-up. L’86% dei centri dispone di figure dedicate al supporto nutrizionale, tra cui nutrizionisti, dietisti, medici dietologi, oncologi e infermieri. Inoltre, il consenso sull’importanza della nutrizione in oncologia è quasi unanime tra gli specialisti: il 97% degli oncologi ritiene fondamentale la presa in carico dietologica e il 98% concorda sulla necessità di fornire informazioni nutrizionali ai pazienti. La quasi totalità dei partecipanti alla survey auspica una maggiore integrazione della nutrizione nei percorsi oncologici (98%), un percorso nazionale dedicato (97%) e più formazione per gli oncologi (97%).
Fioretto ribadisce l'obiettivo del Cipomo: garantire a ciascun paziente un supporto nutrizionale adeguato fin dalla diagnosi. “La gestione nutrizionale precoce e continuativa deve diventare parte integrante e sistematica del percorso oncologico, in linea con la Carta dei diritti del paziente oncologico, le Linee Guida AIom e le Linee di indirizzo del ministero della Salute”, sottolinea. “Ambulatori e percorsi dedicati sono aspetti chiave che il Cipomo sta affrontando nell'ambito di un processo di riorganizzazione dei reparti di oncologia ospedaliera in Italia. Gli oncologi vogliono offrire ai pazienti non solo terapie efficaci, ma anche un supporto nutrizionale qualificato e personalizzato sin dall’inizio del percorso di cura”.
