Si tratta di un'analisi prospettica basata sui dati dell'ampio studio di coorte nazionale britannico, la Uk Biobank. Sono stati rilevati dati da 21.171 soggetti con diabete di tipo 2 che non presentavano complicanze microvascolari (nefropatia diabetica, retinopatia diabetica e neuropatia diabetica) all'inizio dello studio, tutti di età compresa tra 40 e 69 anni al basale. Lo studio ha esaminato sia un indicatore composito di queste complicanze che l'incidenza di ogni sottotipo.
Al basale, il 14,5% dei partecipanti ha dichiarato di fare uso abituale di integratori di glucosamina. I consumatori tendevano a essere più anziani, più spesso donne, più attivi fisicamente, meno propensi al fumo, attenti a una dieta più sana e con maggiore prevalenza di artrosi. Tendevano anche a usare più Fans e altri integratori. Curiosamente, gli utilizzatori di glucosamina mostravano anche una durata minore del diabete, livelli più bassi di HbA1c e una minore probabilità di usare farmaci per il diabete al basale.
Durante il follow-up di circa 12 anni, l'uso abituale di glucosamina è stato significativamente associato a rischi inferiori di complicanze microvascolari composite (-11%) e di nefropatia diabetica (-13%) dopo aggiustamento per potenziali fattori confondenti. Nessuna associazione inversa significativa tra l'uso di glucosamina e il rischio di retinopatia diabetica o neuropatia diabetica.
Diverse le spiegazioni suggerite, in relazione a tali effetti. Da una parte, la capacità della glucosamina di influenzare l'infiammazione inibendo l'attivazione del fattore nucleare-kappaB (NF-κB), coinvolto nello sviluppo delle complicanze diabetiche. La glucosamina, inoltre, ha dimostrato effetti antiossidanti e di scavenging dei radicali liberi. Un'altra ipotesi è che la glucosamina possa imitare gli effetti di una dieta a basso contenuto di carboidrati, che è stata collegata a profili metabolici migliorati nei pazienti con diabete di tipo 2.
Gli Autori non mancano di sottolineare alcuni limiti della loro analisi. Sicuramente il fatto che il database non ha consentito di raccogliere informazioni complete sull'uso di glucosamina, come dose e durata. Inoltre, aggiungono, distinguere l'impatto di uno stile di vita sano dall'uso di integratori in uno studio osservazionale può essere difficile, nonostante gli sforzi per aggiustare i fattori confondenti. Infine, la diagnosi delle complicanze basata sulle cartelle cliniche potrebbe portare a una errata classificazione.
“Nonostante tali limitazioni - concludono - questi risultati preliminari suggeriscono che la glucosamina potrebbe essere considerata come parte di una strategia di gestione completa per questi pazienti. Tuttavia, riteniamo necessarie ulteriori ricerche, in particolare studi randomizzati e controllati, per confermare la causalità, esplorare ulteriormente i meccanismi biologici e valutare gli effetti a lungo termine in popolazioni diverse”.
Nicola Miglino
