Celiachia in Italia: prevalenza, spesa sanitaria e il nuovo osservatorio nazionale

22 Aprile 2025

L'Italia si conferma all'avanguardia nella tutela dei cittadini affetti da celiachia. Come si legge nella recente Relazione annuale al Parlamento sulla celiachia per l'anno 2023, il nostro Paese ha compiuto un passo storico, diventando la prima nazione al mondo ad approvare uno screening a livello nazionale per il diabete di tipo 1 e la celiachia destinato alla popolazione pediatrica.

Questa iniziativa, resa possibile lo scorso anno grazie a un fondo stanziato con la legge di bilancio del 2022 e ulteriormente definita dalla Legge n. 130/20234, mira a identificare precocemente i soggetti a rischio, riducendo le complicanze associate a diagnosi tardive o mancato.

Lo screening pediatrico, attualmente in fase pilota in Lombardia, Marche, Campania e Sardegna, prevede un test genetico per l'aplotipo HLA DQ2/DQ8 alla nascita, seguito dalla ricerca degli auto-anticorpi anti TG-IgA e anti-TG-IgG tra i 5 e i 7 anni nei soli soggetti positivi al test genetico. Questa strategia si affianca al tradizionale approccio del "case-finding", basato sulla valutazione di sintomi, familiarità e comorbidità per indirizzare i test diagnostici.

La celiachia in Italia è riconosciuta come malattia cronica e sociale. Il Servizio sanitario nazionale (Ssn) eroga mensilmente un budget per l'acquisto di prodotti specificamente formulati per celiaci, presenti in un apposito Registro nazionale. Nel 2023, la spesa complessiva del Ssn per supportare la dieta dei celiaci ha raggiunto circa 250 milioni di euro, con una spesa media pro-capite di € 942,171. Il numero totale di celiaci in Italia, al 31 dicembre 2023, ammontava a 265.102 persone, con una prevalenza nazionale dello 0,45%. Si conferma una netta prevalenza nel sesso femminile, con un rapporto di 2:1 rispetto ai maschi.

Oltre al sostegno economico per la dieta, il Ssn prevede un ulteriore contributo destinato alle Regioni per promuovere la formazione degli operatori del settore alimentare e l'adeguamento delle mense annesse alle strutture pubbliche, al fine di garantire l'accesso a pasti senza glutine. Nel 2023, sono stati organizzati 734 corsi di formazione con la partecipazione di 17.410 operatori. Per l'anno finanziario 2024, sono stati stanziati complessivamente € 885.430,32, di cui una parte destinata ai pasti senza glutine (€ 324.949,31) e una parte alla formazione (€ 560.481,01).

La normativa italiana sulla celiachia ha una lunga storia, evolvendosi nel tempo per garantire sempre maggiore tutela ai pazienti. L'istituzione dell'Osservatorio nazionale sul diabete di tipo 1 e sulla celiachia presso il Ministero della salute, previsto dalla Legge n. 130/202331 rappresenta un ulteriore passo avanti. L'Osservatorio avrà il compito di studiare le risultanze dello screening, le nuove evidenze scientifiche e le innovazioni diagnostico-terapeutiche, con l'obiettivo di aggiornare costantemente il programma di screening e migliorare la gestione della celiachia nel Paese. (n.m.)

 

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