La ricerca, pubblicata su The british journal of nutrition, ha coinvolto 257 adulti affetti da psoriasi nel Regno Unito, valutandone l'aderenza a diverse tipologie di dieta attraverso un questionario sulla frequenza alimentare, tradotto nei seguenti indici:
- Mediterranean diet score (Mds), che misura l'aderenza alla dieta mediterranea;
- Dietary approaches to stop hypertension (Dash), un modello alimentare per la riduzione dell'ipertensione;
- Plant-based diet index (Pdi), che valuta il consumo di alimenti vegetali, suddiviso in tre sottotipi: originale (oPdi), salutare (hPdi) e non salutare (uPdi).
La gravità della psoriasi è stata determinata tramite il "Simplified Psoriasis Index" (sa-Spi), uno strumento di autovalutazione che considera l'estensione della malattia, il suo impatto psicologico e la storia dei trattamenti seguiti dai pazienti.
Dallo studio è emerso che una scarsa aderenza a schemi dietetici sani è associata a una maggiore gravità della psoriasi. In particolare, i partecipanti con una scarsa aderenza alla dieta Dash avevano una probabilità più che triplicata di riportare una psoriasi severa rispetto a coloro con un'alta aderenza. I soggetti con una scarsa aderenza a una dieta prevalentemente basata su alimenti vegetali salutari (hPdi) avevano una probabilità significativamente maggiore di riportare sintomi più gravi. Un basso consumo di alimenti vegetali meno salutari (uPdi) era associato a un rischio ridotto di psoriasi grave. L'analisi ha rivelato che l'indice di massa corporea (Bmi) è in grado di influenzare parzialmente o completamente le associazioni tra qualità della dieta e gravità della psoriasi, sottolineando il ruolo dell'adiposità nel peggiorare i sintomi.
Approfondendo i singoli componenti dietetici chiamati in causa, sono emersi alcuni elementi chiave. Il consumo elevato di carne rossa e processata era associato a una psoriasi più severa, indipendentemente dal Bmi. Ciò potrebbe essere legato alla presenza di prodotti finali di glicazione avanzata (Age), noti per il loro effetto pro-infiammatorio. Un consumo maggiore di frutta, frutta secca e legumi è risultato correlato a una minore gravità della psoriasi, probabilmente grazie alle loro proprietà antinfiammatorie e al contenuto di fibre che favoriscono una sana composizione del microbiota intestinale. Infine, un elevato consumo di sale, spesso associato a una dieta meno equilibrata, potrebbe peggiorare i sintomi della psoriasi.
“Questi risultati evidenziano come l'adozione di una dieta sana possa rappresentare un'arma accessibile ed efficace nella gestione della psoriasi”, commentano gli Autori. “Sebbene ulteriori studi siano necessari per confermare questi effetti, alcuni suggerimenti pratici vanno nella direzione di aumentare il consumo di frutta, verdura, legumi e frutta secca e ridurre quello di carne rossa e processata. È importante seguire modelli dietetici salutari, come la dieta mediterranea o la Dash, che hanno dimostrato benefici non solo per la psoriasi, ma anche per altre condizioni infiammatorie e cardiovascolari. Infine, è bene monitorare il peso corporeo, poiché il Bmi è un importante fattore che media la gravità della malattia”.
Nicola Miglino
