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Emicrania: il potenziale terapeutico della dieta

05 Maggio 2025

Negli ultimi anni, la connessione tra dieta ed emicrania ha ricevuto crescente attenzione come potenziale parte del trattamento e, di recente, sono stati pubblicati diverse review che hanno esplorato l'impatto di specifiche diete sui sintomi dell'emicrania, come durata, frequenza, severità degli attacchi, oltre all’impatto sull’assunzione di farmaci.

La dieta chetogenica resta una strategia promettente, ma con una difficile compliance.  Uno studio italiano ha riportato una riduzione significativa della durata degli attacchi (da 24 a 5,5 ore) e della frequenza (da 30 a 7,5 giorni di cefalea al mese) in 12 settimane. Si è osservata anche una diminuzione nell'uso mensile di farmaci, da 30 a 6 dosi e la severità del dolore è migliorata da severa a lieve nel 55% dei pazienti.

Uno studio pilota, sempre italiano, ha confermato una riduzione della frequenza media degli attacchi (da 19,1 a 12,3 giorni al mese,) e dell'intensità del dolore, oltre a una diminuzione nell'assunzione mensile di farmaci (da 24,9 a 11,5 dosi) in 3 settimane. Lo stesso gruppo di ricerca ha ha investigato gli effetti di una dieta a basso contenuto di carboidrati (<40% di carboidrati), ma non chetogenica, e non ha riscontrato differenze significative nella frequenza o nell'intensità del dolore degli attacchi. Anche l'assunzione mensile di farmaci non è risultata significativamente diversa ed è stata osservata una differenza tra queste due dietoterapie in termini di intensità del dolore e assunzione di analgesici, a favore della dieta chetogenica.

Anche la dieta Dash (Dietary approaches to stop hypertension) ha dimostrato di ridurre la durata media degli attacchi (da 1,11 a 0,52 giorni) e la frequenza (da 8,15 a 5,15 attacchi al mese) in 12 settimane; anche l'intensità media del dolore è diminuita. Inizialmente progettata per trattare pazienti con ipertensione, la dieta Dash si concentra sulla riduzione di sodio, grassi saturi e zuccheri semplici (principalmente dolci), promuovendo al contempo il consumo di cereali integrali, frutta e verdura, ricchi di componenti antinfiammatori e antiossidanti, potrebbe modulare la neuroinfiammazione associata all'emicrania.

Le diete a eliminazione rappresentano un approccio dietetico mirato all'identificazione e alla rimozione di specifici alimenti che si sospettano agire come fattori scatenanti negli attacchi di emicrania. Diversi studi clinici hanno esplorato l'efficacia di tali regimi alimentari come intervento preventivo per l'emicrania e, in particolare, una ricerca randomizzata su 30 pazienti, nel confrontare per sei settimane una dieta di eliminazione con una dieta di provocazione ha messo in luce il potenziale ruolo di alimenti con un'alta concentrazione di anticorpi IgG, tra cui spezie, semi e noci, frutti di mare, verdure, formaggio, frutta e prodotti a base di zucchero. I risultati hanno evidenziato una riduzione significativa del numero medio di attacchi (da 8.97 a 6.17), della frequenza media (da 10.5 a 7.47 giorni di cefalea al mese) e dell'assunzione totale di farmaci nel gruppo che ha seguito la dieta di eliminazione rispetto al gruppo con la dieta di provocazione. Di recente sono stati pubblicati due studi distinti con diete ad eliminazione che hanno portato a risultati simili: una riduzione della durata media, della frequenza media e dell'intensità media degli attacchi. Nonostante questi risultati promettenti, è importante sottolineare che l'identificazione degli alimenti da eliminare si basa spesso sulle correlazioni auto-riportate dai pazienti tra l'assunzione di cibo e i sintomi, un metodo che può essere fuorviante.  Sebbene infatti i pazienti spesso identifichino specifici alimenti come trigger (come alcol, caffeina, cioccolato), l'evidenza complessiva a supporto di questa ipotesi è limitata. Uno studio austriaco del 2016 ha rilevato un basso valore predittivo positivo delle convinzioni dei pazienti sui trigger rispetto ai fattori scatenanti empiricamente derivati.

Sebbene nessuno studio abbia specificamente esplorato il digiuno come intervento terapeutico per l'emicrania, diverse analisi retrospettive suggeriscono che il digiuno potrebbe peggiorare i sintomi dell'emicrania a breve termine.

Silvia Ambrogio

Bibliografia

  • Dietary Patterns and Migraine: Insights and Impact. Nutrients 2025, 17, 669.
  • The Evidence for Diet as a Treatment in Migraine - A Review. Nutrients 2024, 16, 3415.
  • The Interplay Between Gut Microbiota, Adipose Tissue, and Migraine: A Narrative Review. Nutrients 2025, 17, 337.
  • Fasting and Headache. Curr Pain Headache Rep. 2025 Mar 21;29(1):67.
  • The Brain, the Eating Plate, and the Gut Microbiome: Partners in Migraine Pathogenesis. Nutrients. 2024 Jul 11;16(14):2222.

 

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