Omega-3, creatina e carboidrati: gli alleati dell’attività sportiva

21 Ottobre 2024

Dieta, integrazione e sport sono stati tra i temi trattati di recente a Milano in occasione del 5° congresso internazionale "Healthy lifespan - Positive nutrition, antiinflammation diet, physical activity and sport" organizzato dalla Fondazione Paolo Sorbini e promosso da Enervit e Technogym.

In particolare, si è sottolineato come già negli anni Ottanta diversi studi abbiano analizzato e dimostrato la capacità di un’alimentazione con carboidrati durante l'esercizio fisico di ritardare l'affaticamento e migliorare le prestazioni.

Negli anni Novanta, gli studi si sono concentrati sui migliori modi per fornire carboidrati, arrivando a scoprire che la quantità massima che poteva essere ossidata da una fonte esogena era di circa 60 g/h. Studi successivi hanno posi messo in evidenza come la limitazione possa essere superata utilizzando più trasportatori intestinali. 

“L'utilizzo di carboidrati a trasporto multiplo ha rivoluzionato gli sport di resistenza”, sottolinea Asker Jeukendrup, drettore della società di consulenza sulle prestazioni Mysportscience e Professore presso la Loughborough University. “Questi, infatti, possono aumentare l'assorbimento, efficientando l'utilizzo di energia e di liquidi, ridurre i disturbi gastro-intestinali e migliorare le prestazioni, rispetto a una tradizionale bevanda a base di carboidrati. L’approccio sta avendo un forte impatto sulle pratiche alimentari degli atleti di resistenza, che ora allenano anche l'intestino, in maniera da poter assumere quantità massimali di carboidrati”.

La creatina

Gli atleti di alto livello spesso necessitano di alcune integrazioni per sopperire a carenze fisiche. Tra i supplementi più utilizzati, la creatina, un derivato amminoacidico sintetizzato dal fegato che migliora l'adattamento al training, il recupero post esercizio e la prevenzione degli infortuni. La creatina favorisce l'aumento della massa magra e della forza muscolare, contrastando il dolore muscolare post sforzo grazie al suo potere antiossidante e anticatabolico. Si trova naturalmente nei cibi proteici di origine animale e le riserve muscolari possono risentire dello stile alimentare.

Molti studi hanno dimostrato che l'integrazione di questo derivato amminoacidico aumenta le concentrazioni di creatina intramuscolare, aiutando a spiegare i miglioramenti nelle prestazioni di esercizi ad alta intensità.

“Questi studi forniscono un ampio corpus di prove che la creatina non solo può migliorare le prestazioni di esercizio, ma può svolgere un ruolo nella prevenzione e/o nella riduzione della gravità delle lesioni, nel migliorare la riabilitazione dalle lesioni e nell'aiutare gli atleti a tollerare carichi di allenamento pesanti”, commenta Fabrizio Angelini, Presidente Sinseb e responsabile Nutrizione e Supplementazione della Juventus “È dimostrato, inoltre, che l'integrazione a breve e lungo termine è sicura e ben tollerata in individui sani. Possiamo dire che la creatina è un supplemento assolutamente sicuro, utile in quasi tutti i tipi di sport, ma il suo utilizzo deve essere valutato in base agli obiettivi antropometrici, ergogenici e di prestazione del singolo atleta. Inoltre, la creatina può essere un’utile sostanza nutraceutica per la salute prevenendo e contrastando la perdita di massa muscolare, se associata soprattutto ad allenamento di forza e ha azioni importanti nel prevenire l’invecchiamento fisico e mentale”.

Contrasto all’infiammazione

L'infiammazione post-attività fisica è utile per riparare i danni muscolari e promuovere l'adattamento all'allenamento, ma se troppo elevata può avere effetti negativi. “Le strategie per modulare positivamente l’infiammazione e contrastare il danno muscolare post-attività possono essere diverse come, per esempio, ridurre l’apporto di cibi che contengono Omega-6, aumentare quelli che contengono Omega-3, supplementare gli Omega-3 soprattutto nei periodi di maggior allenamento”, spiega  Stefano Righetti, Medico chirurgo presso la Fondazione Irccs S. Gerardo di Monza, esperto in cardiologia interventistica e cardiologia dello sport e consulente della Federazione italiana di atletica leggera. “In aggiunta, è possibile anche modulare positivamente l’infiammazione post-attività attraverso l’assunzione di carboidrati, immediatamente prima, durante e immediatamente dopo sforzo, anche in formulazione glucosio:fruttosio 2:1”.

Ruolo degli Omega-3

L'assunzione di Omega-3 è spesso insufficiente negli atleti, come anche nella popolazione generale, secondo l’indicatore di adeguatezza omega-3 index.  “La ricerca sta valutando l’assunzione di Omega-3 in relazione a fabbisogni e benefici specifici degli sportivi, in particolare quelli correlati alle funzioni cognitive e alla neuroprotezione, alla prevenzione degli infortuni, alla mitigazione del broncospasmo indotto dall’esercizio, alla preservazione della massa muscolare durante l’infortunio e l’immobilizzazione degli arti, al recupero dopo l’esercizio, all’adattamento all’esercizio sia della forza sia della resistenza e, in ultima analisi, alle capacità di prestazione sportiva”, sottolinea Luca Mondazzi, specialista in Scienza dell'alimentazione e Gastroenterologia, responsabile del servizio nutrizione di Sport service Mapei e responsabile scientifico dell’Equipe Enervit Sport. “Tuttavia, saranno necessari ulteriori studi per rimuovere le attuali incertezze consentendo, come auspicabile, di classificare gli Omega-3 tra i supplementi dietetici con le più forti evidenze scientifiche a loro supporto”. (n.m.)

Top
Questo sito utilizza i cookies, che consentono di ottimizzarne le prestazioni e di offrire una migliore esperienza all'utente. More details…