Il premio si rivolge a studiosi che sviluppano progetti innovativi in un settore sempre più strategico per la medicina e la nutrizione. Il bando è aperto dal 1° luglio al 6 settembre 2026 e le candidature potranno essere presentate secondo le modalità indicate nel regolamento disponibile sul sito dell’ADI.
Le proposte saranno esaminate da una commissione scientifica composta da membri del Direttivo ADI e da autorevoli esperti del settore, che valuteranno innovazione, rigore metodologico e potenziale impatto sulla ricerca e sulla pratica clinica. La cerimonia di premiazione si svolgerà durante il Congresso nazionale ADI 2026, in programma a Matera dall’8 al 10 ottobre.
La presentazione del premio è stata anche l’occasione per fare il punto sui progressi della ricerca sul microbiota intestinale. Giovanni Barbara, ordinario di Gastroenterologia all’Università di Bologna e direttore della Uoc di Gastroenterologia ed Epatologia dell’Irccs Policlinico Sant’Orsola, ha ricordato come le più recenti evidenze scientifiche confermino il ruolo centrale del microbiota nella salute metabolica, immunitaria e gastrointestinale, oltre al suo coinvolgimento nell’asse intestino-cervello.
“Negli ultimi anni il microbiota intestinale è diventato uno dei principali ambiti di interesse della ricerca biomedica”, ha sottolineato Barbara. “Oggi sappiamo che il nostro intestino ospita trilioni di microrganismi che svolgono funzioni fondamentali per l'organismo e che esiste una stretta relazione tra microbiota, alimentazione e numerosi aspetti della salute metabolica, immunitaria e gastrointestinale. La ricerca sta inoltre evidenziando il ruolo del microbiota in ambiti sempre più ampi, che vanno dalla regolazione delle risposte immunitarie al metabolismo energetico, fino all'asse intestino-cervello. Si tratta di un settore in continua evoluzione, che sta aprendo nuove prospettive nella prevenzione e nella comprensione di numerose condizioni cliniche. Per questo è fondamentale continuare a investire nella ricerca scientifica e nella formazione di nuove competenze”.
