Gli italiani vogliono yogurt più sani: basso zucchero, fibre e proteine tra le priorità d'acquisto

12 Maggio 2025

Il settore dell'ultrafresco in Italia, che comprende yogurt, latti fermentati e dessert, sta vivendo una fase di dinamicità e crescita, trainato in particolare da una sempre maggiore attenzione degli italiani verso la salute e da un utilizzo sempre più strategico dei canali digitali. È quanto emerge da un recente studio di categoria realizzato da Danone Italia, in collaborazione con Circana, Kantar, SKIM e YouGov, presentato di recente a Milano.

Secondo lo studio, il consumo annuo pro-capite di yogurt, latti fermentati e dessert nel nostro Paese è aumentato negli ultimi 4 anni, passando da 8,8 a 10 kg. La ripresa si è registrata su tutti i canali di vendita: supermercati e ipermercati hanno visto un aumento dello 0,8% nelle vendite a volume, i negozi specialisti in cura della persona e casa del 4,5%, i discount del 2,6% e gli e-commerce un notevole +10,8%.

Una delle principali leve di crescita è la maggiore consapevolezza degli italiani riguardo all'importanza di un'alimentazione bilanciata per una vita sana. Il 52% degli intervistati considera il cibo la chiave per la salute. Questa attenzione si riflette nelle scelte d'acquisto: il 41% dei consumatori sceglie lo yogurt per motivazioni legate alla salute. Le caratteristiche più ricercate nei prodotti sono un basso contenuto di zuccheri e la presenza di fibre e proteine. Cresce anche l'interesse per il microbiota intestinale, in linea con le evidenze scientifiche sul suo legame con longevità e sistema immunitario. Anche l'integrazione di prodotti a base vegetale è in aumento, per motivi legati a salute (40%) e gusto (37%).

Il digitale gioca un ruolo sempre più cruciale nel percorso d'acquisto. Il 43% degli italiani ricerca online informazioni sulla categoria yogurt prima o durante l'acquisto, e il 55% scopre novità o trova ispirazione sui social network. L'e-commerce, in particolare, mostra un potenziale di ulteriore crescita.

Nonostante l’interesse, il consumo annuo di 10 kg pro-capite in Italia è ancora inferiore rispetto a quello di altri Paesi europei, come il Regno Unito (13 Kg), la Spagna (19 Kg), la Francia (24 Kg) e la Croazia (49 kg), suggerendo ampie opportunità di sviluppo per il settore.

 

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