La supplementazione con vitamina K2 e vitamina D3 può rallentare la progressione della calcificazione delle arterie coronarie. È quanto emerge dal trial Dancode, studio randomizzato, multicentrico, in doppio cieco e controllato con placebo, pubblicato su Circulation. La ricerca ha coinvolto 398 persone, uomini e donne, con una calcificazione coronarica severa, definita da un calcium score (Cac) di almeno 400 unità Agatston.
Negli ultimi anni, l'interesse scientifico verso il ruolo dei micronutrienti nella protezione cardiovascolare è cresciuto esponenzialmente. In particolare, la vitamina K2, nota anche come famiglia dei menachinoni, è emersa come un potenziale alleato per la salute del cuore. Recentemente, i risultati dello studio olandese VitaK-CAC, pubblicati su Jama Cardiology, hanno fornito nuove prove su come l'integrazione di un particolare omologo della vitamina K, il menachinone-7 (MK-7), possa influenzare la progressione dell'aterosclerosi coronarica.
Una nuova e promettente ricerca, condotta alla Rice University di Houston, ha fatto luce sui complessi meccanismi che regolano la produzione di un precursore chiave della vitamina K2 (menachinone) in Lactococcus lactis, un batterio comunemente utilizzato negli alimenti fermentati. Lo studio, pubblicato sulla rivista mBio, rivela come questi microbi bilancino con precisione la necessità di produrre questa vitamina essenziale per la loro crescita con la necessità di evitarne i livelli tossici. Si aprono così nuove strade per un'ingegneria metabolica più efficace e sostenibile, in grado di rendere la vitamina K2 più economica e "verde" per integratori e alimenti fortificati.
Tecnicamente si definisce crosstalk osteo-vascolare e indica uno stretto legame tra azione sulle ossa e a livello dei vasi. Questa una delle caratteristiche peculiari della vitamina K2 in grado di regolare il cosiddetto paradosso del calcio e mantenerne le giuste concentrazioni nei due diversi distretti.
Ne abbiamo parlato con Domitilla Mandatori, del Centro studi e tecnologie avanzate (Cast) all’Università G. d’Annunzio di Chieti e prima firma di una review da poco pubblicata su Nutrients.