I partecipanti, con un'età mediana di 71 anni, sono stati assegnati a ricevere per 24 mesi 720 microgrammi al giorno di vitamina K2 nella forma MK-7 e 25 microgrammi di vitamina D3, oppure placebo. La valutazione è stata effettuata mediante tomografia computerizzata cardiaca al basale, dopo 12 mesi e al termine dei due anni.
Al termine dello studio, la calcificazione era aumentata in entrambi i gruppi, come prevedibile in una popolazione già caratterizzata da un elevato grado di calcificazione. L'incremento medio del Cac è stato tuttavia di 196 unità Agatston nel gruppo K2+D3, contro 248 nel gruppo placebo: una differenza tra i gruppi di -52 unità, equivalente a una riduzione relativa del 21% della progressione. L'effetto è risultato coerente sia negli uomini sia nelle donne e nei partecipanti con calcificazione moderata o molto elevata.
Un'analisi condotta su un sottogruppo di 143 partecipanti, sottoposti anche ad angio-TC coronarica, aggiunge un elemento interessante. Il volume complessivo della placca è aumentato in modo simile nei due gruppi e non è stata osservata una differenza nel volume della placca non calcificata. È invece risultata attenuata la progressione della componente calcificata, con una differenza tra i gruppi di -8 mm³.
Il razionale biologico dello studio riguarda il ruolo delle proteine dipendenti dalla vitamina K nel metabolismo del calcio vascolare. La vitamina K2 contribuisce all'attivazione della matrix Gla protein (MGP), una proteina coinvolta nei meccanismi che contrastano la calcificazione vascolare, mentre la vitamina D interviene nella regolazione del metabolismo del calcio. L'ipotesi del trial era quindi che la combinazione delle due vitamine potesse rafforzare i meccanismi fisiologici di difesa dalla calcificazione.
Il risultato, tuttavia, va interpretato con attenzione. La calcificazione coronarica è un importante indicatore prognostico del rischio cardiovascolare, ma il trial non ha dimostrato che la supplementazione riduca infarti, ictus o mortalità cardiovascolare. L'endpoint principale era infatti la variazione del calcium score dopo 24 mesi. Gli stessi ricercatori sottolineano inoltre la necessità di comprendere meglio il rapporto tra calcificazione e componente non calcificata della placca.
DANCODE rappresenta comunque un passaggio importante nella ricerca sulla vitamina K2, perché amplia a uomini e donne evidenze precedenti ottenute in popolazioni più selezionate.
Il nuovo trial offre quindi una prova clinica robusta di un possibile effetto della combinazione K2+D3 sulla progressione della calcificazione, ma non ancora la dimostrazione di un beneficio clinico cardiovascolare. Per la nutraceutica è un risultato rilevante; per trasformarlo in una vera indicazione di prevenzione cardiovascolare serviranno studi con eventi clinici come endpoint e follow-up più lunghi.
