La scienza continua a svelare i complessi legami tra alimentazione e salute a lungo termine. Un recente studio italiano ha posto l'attenzione su un aspetto spesso trascurato della qualità del cibo: il suo grado di lavorazione industriale. La ricerca, condotta dall’Irccs Neuromed di Pozzilli (Is), in collaborazione con l’Università Lum di Casamassima (Ba), ha evidenziato un’associazione significativa tra un consumo elevato di alimenti ultra-processati e un più rapido invecchiamento biologico. Il lavoro, pubblicato sull’American journal of clinical nutrition, offre nuove prospettive su come la lavorazione e la formulazione dei prodotti possano influenzare profondamente la salute.

La Dieta mediterranea si rivela un ottimo alleato per la salute anche dopo una diagnosi di tumore. È il risultato di uno studio osservazionale realizzato nell’ambito del Progetto Umberto, condotto dalla piattaforma congiunta Fondazione Umberto Veronesi Ets - Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione dell’Irccss Neuromed di Pozzilli (Is), in collaborazione con l'Università Lum "Giuseppe Degennaro" di Casamassima (BA).

Un consumo elevato di alimenti trasformati industrialmente aumenta significativamente il rischio di un secondo infarto o di un ictus fatale, anche seguendo i precetti di una dieta salutare come quella mediterranea. Questi i risultati di uno studio condotto dal dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione dell'Irccs Neuromed di Pozzilli (Is) e pubblicato sull'European heart journal, la rivista della Società europea di cardiologia.

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