La gestione della stipsi cronica prevede, come prima linea di trattamento, l'adozione di abitudini di vita e una terapia nutrizionale, fatta sia di alimenti funzionali sia di adeguate tecniche di cottura sia di integrazione personalizzata. In questo contesto luoghi comuni e consigli più basati sulla consuetudine che sull’evidenza scientifica si sprecano, ma quest’anno sono state pubblicate diverse linee guida che forniscono al clinico raccomandazioni specifiche sugli integratori nutrizionali per gli adulti con stipsi cronica, supportate da studi clinici randomizzati.

Molti sono i lavori presenti in letteratura che analizzano il ruolo che l’inulina, un n-polisaccaride costituito da unità di D-fruttofuranosio, dimostra di poter giocare nel migliorare la fisiologia.

Sia negli studi epidemiologici che in quelli randomizzati e controllati, l'assunzione di fibre alimentari è associata a un rischio ridotto di diabete di tipo 2 e al miglioramento della salute metabolica. Questi effetti positivi sono stati osservati con una serie di integratori alimentari a base di fibre, tra cui spicca l’inulina.

L'inulina è un polisaccaride solubile in acqua, appartenente a un gruppo di carboidrati non digeribili chiamati fruttani. Grazie alla sua presenza in oltre 3.000 verdure, ha fatto parte della nostra dieta giornaliera per secoli. All'inizio del 1800, uno scienziato tedesco di nome Valentine Rose scoprì l'inulina dalle radici di Elecampane, e da allora sappiamo che ne sono ricchi alimenti come le radici di cicoria, topinambur, yacon, asparagi, porri, cipolla, banana, grano e aglio.

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