Nonostante i progressi della medicina, le malattie infettive causate da batteri e virus rimangono tra le principali cause di morte a livello globale. Quale ruolo, in questo scenario, potrebbe giocare il fruttosio? Una recente ricerca, pubblicata su Redox Biology e condotta da un gruppo dell'Università di Vienna guidato dalla Prof.ssa Ina Bergheim, del dipartimento di Scienze della nutrizione, ha svelato una connessione preoccupante: il fruttosio può rendere l’organismo più vulnerabile all'infiammazione, anche dopo un consumo a breve termine.
Una nuova ricerca della Washington University (WashU) di St. Louis, mostra che il fruttosio alimentare è in grado di promuovere la crescita tumorale in modelli animali di melanoma, cancro al seno e cancro cervicale. L’azione non è diretta, ma mediata da metaboliti del fruttosio prodotti nel fegato.
Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori dello Shanghai Chest Hospital e dell’Università Jiao Tong di Shanghai ha rivelato che il fruttosio può essere un alleato prezioso del sistema immunitario nel contrastare i tumori. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Cell Metabolism e commentati in un editoriale riportato su Nature Immunology.
Un consumo eccessivo di fruttosio può portare a steatosi epatica non alcolica (Nafld) inducendo alterata permeabilità intestinale, conseguente endotossemia e induzione di sintesi di acidi grassi nel fegato. Il meccanismo è stato svelato da ricercatori della Uc San Diego school of medicine che hanno pubblicato i risultati del loro studio su Nature Metabolism.