Il primo, che ha coinvolto 175 bambini di età media di 11 anni, ha evidenziato come il consumo di ultraprocessati non solo sia in grado di facilitare l’insorgenza di sovrappeso e obesità ma anche di causare la sindrome metabolica, quell’insieme di disordini quali ipertensione, dislipidemia e diabete che incidono negativamente sulla salute del bambino. Inoltre, nella cute di questi ultimi bambini è stato rilevato un elevato accumulo di prodotti di glicazione avanzata (Age). Questi composti, presenti in grandi quantità nei cibi ultraprocessati interagiscono direttamente con le cellule del bambino e determinano alterazioni a livello di vari organi e apparati, facilitano l'insorgenza di diabete, malattie cardiovascolari, malattie allergiche e autoimmuni.
“Questi risultati” afferma Roberto Berni Canani, Ordinario di Pediatria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, che ha coordinato la ricerca, “supportano un ruolo cruciale degli alimenti ultraprocessati nel facilitare non solo l'insorgenza di obesità, ma anche nel determinare l’insorgenza di tutte quelle patologie collegate all’obesità e che rientrano nell’ambito della sindrome metabolica con conseguenze molto negative anche nel lungo termine per il bambino. Occorre sensibilizzare molto i genitori e i bambini riguardo i rischi per la salute legati a un consumo frequente di questi alimenti per attuare efficaci programmi di prevenzione e trattamento dell'obesità e delle sue complicanze. A maggior ragione perché stiamo notando una cosa non meno allarmante: i cibi ultraprocessati potrebbero avere un ruolo anche nell’origine di un’altra patologia cronica: l’esofagite eosinofila”.
L’esofagite eosinofila è una malattia infiammatoria cronica sempre più diffusa in pediatria che provoca un progressivo danno morfo-funzionale dell’esofago, dovuto a infiammazione e abnorme accumulo di eosinofili nella mucosa esofagea. Un secondo studio, sempre coordinato da Berni Canani, ha evidenziato che un’eccessiva esposizione ai prodotti di glicazione avanzata, molto abbondanti nei cibi ultraprocessati, è responsabile del danno infiammatorio e dell’accumulo di eosinofili nella mucosa esofagea. In pratica il consumo di cibi ultraprocessati è stato identificato come il principale fattore ambientale in grado di indurre la malattia.
Le dimensioni del problema non sono ancora ancora completamente definite, ma le ricerche per capire meglio gli effetti negativi di questi alimenti sulla salute dell’uomo sono però in una fase molto avanzata.
“In attesa di nuovi risultati è molto importante diffondere a ogni livello l’importanza di una sana alimentazione sin dalle prime epoche della vita per ridurre incidenza, prevalenza e severità delle principali patologie croniche dell’età pediatrica con un impatto molto negativo sui bambini, le loro famiglie e il Sistema sanitario nazionale” conclude Roberto Berni Canani.
“Sono acquisizioni importanti” commenta Claudio Romano, presidente Sigenp e Ordinario di Pediatria all’Università di Messina. “Resta il fatto che, cautelativamente, mi sembra doveroso che tutti i genitori prestino maggior attenzione per lo meno ai cibi troppo artefatti e usino gli ultraprocessati con misura, per prevenire non solo il sovrappeso ma importanti danni alla salute”. (n.m.)
