-->

L'effetto della dieta mediterranea sulla rigidità arteriosa: revisione sistematica

20 Giugno 2025

Diverse evidenze, derivanti da studi sia clinici sia osservazionali, supportano la efficacia della dieta mediterranea nella protezione cardiovascolare e nella prevenzione delle malattie croniche. In particolare, ricca di frutta, verdura, cereali integrali, pesce e olio d’oliva, questo modello di dieta induce una ridotta incidenza di ipertensione arteriosa, diabete mellito e mortalità cardiovascolare. Per quanto attiene agli effetti protettivi sul sistema cardiovascolare, essa induce riduzione della rigidità arteriosa, fattore chiave per il rischio cardiovascolare. Alcuni effetti sono verosimilmente mediati dalla riduzione di alcuni biomarcatori infiammatori, come adipochine e ceramide.

Abbiamo così di recente condotto una review, pubblicata su Nutrients, mirata a verificare le prove esistenti sull'associazione tra un modello di dieta mediterranea e la rigidità arteriosa nella popolazione generale.

La revisione ha seguito le linee guida PRISMA con protocollo registrato su PROSPERO (CRD42024597173). Sono state consultate banche dati principali, includendo studi osservazionali sull’associazione tra dieta mediterranea e marker di rigidità arteriosa (a-PWV, cfPWV, baPWV, AIx, CAVI). Non sono state imposte restrizioni temporali o linguistiche. La qualità degli studi è stata valutata con strumenti NIH, escludendo gli RCT.

Dei 128 articoli iniziali, 37 sono stati selezionati per titolo e abstract, e 16 sono risultati idonei all’analisi finale. Gli studi, in prevalenza europei (82%), includevano 13.680 partecipanti, in maggioranza adulti. L’aderenza alla dieta mediterranea è stata valutata con diversi strumenti (es. MEDAS-14, PREDIMED, aMED, KIDMED). Nove studi hanno esaminato il PWV, con risultati contrastanti: alcuni hanno mostrato una relazione inversa significativa, altri no. Sette studi hanno rilevato un’associazione inversa tra dieta mediterranea e AIx; Lobene et al. hanno riportato una correlazione significativa con aMED (β −1,59, p = 0,04). Due studi hanno evidenziato una relazione negativa con il CAVI. Inoltre, van de Laar et al. hanno mostrato che soggetti con arterie più rigide avevano punteggi aMED inferiori. La qualità degli studi era generalmente moderata-alta.

Discussione
Questa revisione evidenzia un’associazione complessivamente inversa tra l’aderenza alla dieta mediterranea e la rigidità arteriosa, in particolare per AIx e CAVI. I meccanismi protettivi includono la riduzione dell’infiammazione, dello stress ossidativo, il miglioramento del profilo lipidico e della pressione arteriosa ed una migliore funzione endoteliale. Alimenti come frutta, verdura, pesce e olio d’oliva, ricchi di polifenoli e grassi insaturi, svolgono un ruolo centrale. Tra i limiti del nostro lavoro, sicuramente la natura osservazionale di molti studi e l’uso del FFQ possono introdurre bias. In conclusione, però, possiamo dire che la dieta mediterranea si associa a una minore rigidità arteriosa, suggerendo un effetto protettivo sul rischio cardiovascolare tramite complessi meccanismi biologici.

Roberta Zupo

Dipartimento di Medicina Interdisciplinare (DIM), Università di Bari Aldo Moro, Piazza Giulio Cesare 11, 70100 Bari

 

Top
Questo sito utilizza i cookies, che consentono di ottimizzarne le prestazioni e di offrire una migliore esperienza all'utente. More details…