Integratori a base di erbe, in Francia si chiede più attenzione a eventi avversi e interazioni

22 Marzo 2015

Occhio ad alcuni integratori alimentari a base di erbe: possono contenere sostanze utilizzate in medicinali o, peggio, addirittura vietate in queste formulazioni.

La segnalazione arriva dalla Francia, dove l’Academie national de Pharmacie, di recente ha stilato un documento per le autorità sanitarie in cui evidenzia i rischi di alcuni integratori alimentari vegetali di libera vendita, presentati come “naturali” ma che possono invece comportare rischi, anche gravi, per la salute. Si tratta di sostanze che – benché autorizzate con un decreto del governo di Parigi del giugno 2014 – non hanno alcun effetto nutrizionale e dovrebbero essere utilizzate solo a scopo farmaceutico e non come prodotti in libera vendita. In particolare, l’attenzione si è concentrata su alcuni integratori con effetto lassativo, che provocano una perdita di sostanze minerali, irritano il tubo digerente e il cui uso prolungato causa dipendenza fisiologica.

Si tratta degli integratori a base di piante contenenti glicosidi idrossiantracenici, come il succo d’aloe, l’olivello spinoso, la cascara, le radici di rabarbaro cinese e la cassia. L’Autorità francesce evidenzia anche il rischio interazioni tra farmaci e preparati contenenti erba di San Giovanni, ginseng, ginkgo biloba, aglio, kava o valeriana, arrivando a osservare anche che “la presenza di fitoestrogeni nella soia, come integratore alimentare, può alterare gli effetti di alcuni trattamenti antitumorali“.

https://www.acadpharm.org/dos_public/Rapport_CAHH_21.01.2019_VF1.pdf

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