Il superamento di un quadro normativo obsoleto
Il cuore del messaggio di Scarpa è la denuncia di un paradosso regolatorio. Nonostante l'evoluzione del settore, le imprese sono ancora "prigioniere" di una legislazione vecchia di 40 anni che tratta gli integratori come una semplice appendice del settore alimentare tradizionale. Scarpa sostiene con forza che gli integratori costituiscono una categoria autonoma, distinta sia dagli alimenti comuni che dai farmaci. Se i primi servono alla nutrizione base e i secondi hanno la missione di curare i malati, gli integratori hanno la capacità di modulare la fisiologia e il metabolismo per mantenere le persone in salute.
L'Italia è stata descritta come la leader europea degli integratori, non solo per dimensioni di mercato, ma per una cultura scientifica e una capacità produttiva d'eccellenza. Tuttavia, questa posizione di primato è minacciata dalla mancanza di armonizzazione a livello europeo. Si è sottolineato come le interpretazioni divergenti tra gli Stati membri, per esempio sui dosaggi della melatonina, creino incertezza e rallentino gli investimenti, frenando un'innovazione che è stata per anni il motore del comparto. La richiesta alle istituzioni è chiara: regole certe, scientificamente fondate e tempi regolatori compatibili con la velocità del mercato.
Un punto centrale dell'intervento ha riguardato la funzione sociale della nutraceutica, con l’introduzione del concetto di "longevità attiva", distinto nettamente dal mito dell'immortalità: l'obiettivo - dice Scarpa - è supportare un invecchiamento sano, un tema di rilevanza etica e sociale. In quest'ottica, gli integratori diventano pilastri strategici della salute pubblica moderna, contribuendo alla sostenibilità dei sistemi sanitari.
Rivolgendosi ai numerosi giovani presenti, Scarpa ha auspicato il superamento di una visione "novecentesca" o addirittura "medievale" che divide rigidamente il mondo tra cibo e farmaco, ignorando la complessità di ciò che sta nel mezzo. “Chiedere una normativa dedicata non significa richiedere meno controlli, ma regole più attuali e migliori”, ha concluso Scarpa. “La sfida per il futuro è costruire, attraverso tavoli tecnici permanenti tra industria e regolatori, un modello europeo avanzato che protegga il consumatore senza soffocare l'innovazione. Solo così l'Europa potrà rimanere competitiva in un settore ad alto valore aggiunto, garantendo il benessere dei suoi cittadini”. (n.m.)
