Integratori, i rischi su Amazon: cosa rivelano i test per origano e iperico

21 Aprile 2026

Negli ultimi anni, il mercato degli integratori alimentari venduti online è cresciuto rapidamente, ma insieme alla varietà dell’offerta sono aumentati anche i dubbi sulla qualità dei prodotti. Due recenti indagini condotte da NOW Foods hanno acceso i riflettori su questo tema, evidenziando criticità diffuse negli integratori acquistati su Amazon.

La prima analisi, pubblicata nei giorni scorsi, ha riguardato 35 integratori di olio essenziale di origano. I risultati sono stati sorprendenti: circa il 66% dei prodotti non conteneva la quantità dichiarata del principale composto attivo, il carvacrolo. In sei casi, questa sostanza era completamente assente, mentre in molti altri era presente in quantità minime, inferiori all’8% rispetto a quanto indicato in etichetta. Considerando che un prodotto di qualità dovrebbe contenere tra il 55% e il 90% di carvacrolo, emerge un quadro decisamente preoccupante.

Per garantire l’affidabilità dei dati, i test sono stati effettuati con la tecnica HPLC (cromatografia liquida ad alte prestazioni) e verificati da un laboratorio indipendente, Eurofins. Questo metodo è particolarmente preciso perché consente di distinguere il carvacrolo da altre sostanze simili, evitando errori di sovrastima.

Ancora più critici sono i risultati della precedente indagine del 2025 sugli integratori di iperico. In questo caso, 21 prodotti su 22 non rispettavano le indicazioni in etichetta relative al contenuto di ipericina, il principio attivo principale. Cinque integratori non contenevano alcuna traccia della sostanza, mentre altri presentavano quantità trascurabili. Inoltre, nove prodotti sono risultati contenere coloranti sintetici, come la tartrazina, potenzialmente utilizzati per alterare i risultati dei test meno accurati.

Proprio il tema dei metodi analitici rappresenta uno degli aspetti più delicati. Alcuni produttori utilizzano tecniche spettrofotometriche, meno precise, che possono essere facilmente ingannate da composti con caratteristiche simili. Questo consente di ottenere valori apparentemente elevati di principio attivo anche quando la sostanza reale è assente o presente in quantità molto ridotte. Al contrario, l’HPLC permette un’analisi molto più rigorosa e affidabile.

Secondo NOW Foods, molte delle discrepanze riscontrate potrebbero essere legate all’uso diffuso di produttori “private label”, che realizzano integratori per diversi marchi senza adeguati controlli di qualità. Questo modello rende difficile garantire trasparenza e tracciabilità lungo la filiera.

Nel complesso, le due indagini suggeriscono un problema strutturale nel settore degli integratori venduti online. Per i consumatori, ciò significa che non sempre è possibile fidarsi delle etichette e che diventa fondamentale scegliere prodotti testati da laboratori indipendenti e supportati da standard di qualità rigorosi.

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