La dismorfia muscolare include atteggiamenti volti a una ricerca spinta alla muscolarità, con esercizio fisico eccessivo e pratiche dietetiche orientate alla muscolarità, ma anche insoddisfazione corporea e compromissione sociale e funzionale.
Lo studio ha analizzato i dati di 2.731 partecipanti al Canadian study of adolescent health behaviors, un'indagine nazionale su adolescenti e giovani adulti di età compresa tra 16 e 30 anni in Canada. Il campione era demograficamente diversificato, con un'età media di 22,9 anni, il 54,3% identificato come ragazze o donne, il 39,02% come ragazzi o uomini e il 6,66% come transgender/gender expansive.
L'uso di integratori è stato valutato chiedendo ai partecipanti se avevano usato integratori e sostanze dietetiche per migliorare l'aspetto e le prestazioni negli ultimi 12 mesi. Gli integratori valutati includevano: aminoacidi/Bcaa, creatina, bevande o polveri pre-allenamento, barrette proteiche, aumentatori di peso/massa, proteine del siero di latte in polvere o frullati.
La sintomatologia della dismorfia muscolare è stata valutata utilizzando il Muscle dysmorphic disorder inventory, questionario di riferimento in quest’ambito.
L'uso di tutti e sei gli integratori presi in esame, così come l'utilizzo combinato, si è rivelato associato a una maggiore sintomatologia complessiva della dismorfia muscolare. Inoltre, il ricorso a questi integratori sembra associato a maggiori probabilità di superare la cosiddetta soglia clinica, indicando un rischio più elevato di sviluppare il disturbo. Più evidente l’effetto con l’uso aumentatori di peso/massa e creatina.
Così concludono gli Autori: “I professionisti sanitari dovrebbero prendere in considerazione la valutazione dell'uso di questi prodotti in relazione al rischio di dismorfia muscolare tra adolescenti e giovani adulti. La valutazione dovrebbe includere l'identificazione degli integratori specifici utilizzati, il numero, la frequenza e la dose di utilizzo, nonché lo scopo dell’impiego. Molti consumatori sono adolescenti e potrebbero non avere la preparazione necessaria per prendere decisioni informate sui loro comportamenti”.
