Siccità: prevista una riduzione dei cereali tra il 15 e il 20%

22 Giugno 2022

La siccità sta già impattando sulle rese agricole nazionali. Il primo calcolo attendibile è relativo ai cereali, stando ai dati di Confagricoltura diffusi nei gironi scorsi. Secondo le stime di Palazzo Della Valle, infatti, la siccità colpirà i raccolti di grano duro e tenero che registreranno una flessione calcolata tra il 15 e il 20%.

Se la situazione meteorologica non cambierà e se non verranno messi in campo i provvedimenti necessari, gli effetti si estenderanno anche ad altre colture, dall’ortofrutta al mais, fino alla produzione di uva e olive.

“Senza suolo fertile e in salute, non c’è vita e i dati attuali sulla siccità sono impressionanti”, sottolinea Giovanna Parmigiani, componente di giunta di Confagricoltura, in occasione del convegno organizzato lo scorso 17 giugno alla Camera dei Deputati in concomitanza con la Giornata mondiale per la lotta alla desertificazione e alla siccità. “In una situazione che è già di grande incertezza sul piano economico, rischiamo di perdere produzioni, reddito, posti di lavoro. Altrettanto impressionante è il ritardo che è stato accumulato nel risolvere problemi di portata pluriennale e via via aggravati dal cambiamento climatico. Oltre il 40% dell’acqua immessa viene dispersa nella rete idrica nazionale e l’acqua piovana viene captata solo per poco più del 10%”.

All’emergenza attuale si sommano i danni sulla fertilità dei suoli che, secondo l’Ispra, riguardano circa il 28% della Penisola, principalmente al Sud, dove in alcuni casi superano il 40% delle superfici.

“Negli ultimi 20 anni, la siccità ha provocato danni all’agricoltura italiana per oltre 15 miliardi di euro, il 50% dei quali concentrato in Puglia, Emilia Romagna, Sicilia e Sardegna”, spiega Parmigiani. “Occorre gestire l’emergenza, accertando le condizioni per la dichiarazione dello stato di calamità naturale e attivando tutte le possibili iniziative in modo coordinato per salvaguardare le produzioni agricole”.

Bisogna, poi, lavorare alla diffusione delle innovazioni tecnologiche in grado di salvaguardare il potenziale produttivo, con una minore pressione sulle risorse naturali.

“Da anni, a riguardo, Confagricoltura ha avviato una stretta collaborazione con l’Ambasciata di Israele per far conoscere alle nostre imprese le migliori e più avanzate tecnologie che consentono di risparmiare il fabbisogno di acqua nei processi di produzione”, -ricorda Parmigiani -.

La Confederazione sollecita, inoltre, l’avvio degli interventi infrastrutturali, già finanziati e in avanzato iter procedurale, ma anche la realizzazione di nuovi invasi necessari a rispondere alle richieste dei territori.

“In questo particolare momento storico agli imprenditori agricoli viene chiesto di far fronte all’ulteriore richiesta di cibo per evitare una crisi alimentare di vaste dimensioni”, conclude Parmigiani. “Tuttavia, senza acqua non è possibile coltivare e rispondere a questa necessità”. (n.m.)

 

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