Aminoacidi e fibrosi cistica: nuove prospettive per ridurre l'infiammazione cronica

09 Giugno 2025

Gli aminoacidi sono fondamentali per molti processi fisiologici e particolarmente importanti nei pazienti con fibrosi cistica (Fc), che presentano elevati livelli di infiammazione. Mancano, però, evidenze sull'uso della supplementazione aminoacidica in questa popolazione. Per questo, è stato condotto uno studio pilota volto a valutarne l'impatto su performance fisica, qualità della vita e indici infiammatori in pazienti adulti con Fc.  A parlarcene, Dario Leosco, del dipartimento di Scienze mediche traslazionali all’Università Federico II di Napoli e tra gli Autori dello studio, pubblicato su Nutrients.

Prof. Leosco, perché gli aminoacidi sono importanti per i pazienti con fibrosi cistica?

Gli amminoacidi rappresentano i mattoncini, i costituenti fondamentali, delle proteine e sono responsabili di molti processi fisiologici: sintesi proteica, riparazione dei tessuti, funzione immunitaria e metabolismo cellulare. Alcuni sono definiti essenziali perché l’organismo non è in grado di sintetizzarli autonomamente e devono quindi essere introdotti con la dieta. In condizioni di stress metabolico, malnutrizione, traumi o malattie croniche, il fabbisogno può aumentare, rendendo utile la supplementazione. È facile intuire, quindi, come gli aminoacidi siano importanti per diverse categorie di pazienti. In particolare, quelli con fibrosi cistica sono affetti da patologia respiratoria cronica, in alcuni casi molto severa, e presentano un fabbisogno energetico superiore alla norma. Non vi sono finora evidenze in letteratura circa l’utilizzo di supplementazione amminoacidica in tali pazienti. Studi condotti in altre popolazioni, quali pazienti anziani affetti da patologie respiratorie croniche, da scompenso cardiaco o pazienti oncologici, hanno evidenziato vantaggi in termini di recupero funzionale, prevenzione della perdita di massa muscolare e supporto al processo di guarigione.

 Qual era lo scopo del vostro studio?

Lo scopo del nostro studio è stato valutare l’impatto della supplementazione amminoacidica in pazienti adulti affetti da fibrosi cistica sulla performance fisica, sulla qualità della vita e sugli indici infiammatori. È infatti dimostrato che tali pazienti presentano elevati livelli di citochine pro-infiammatorie, in particolare di Interleuchina 6 e 8. Alcune evidenze, in altre popolazioni, suggeriscono che la supplementazione amminoacidica può ridurre i livelli di citochine pro-infiammatorie e contribuire al rafforzamento della difesa immunitaria.

Chi ha partecipato e per quanto tempo?

Abbiamo arruolato pazienti adulti affetti da fibrosi cistica, con indici spirometrici espressione di malattia di grado moderato-severo, ovvero FEV1 compreso tra il 40 e l’80%, ed età compresa tra i 18 e i 65 anni, con un’età media di circa 33 anni. I pazienti sono stati assegnati in maniera casuale al gruppo di trattamento con integratore amminoacidico o placebo, per quattro settimane. Si è trattato di uno studio condotto in doppio cieco, ovvero dove né gli sperimentatori né i pazienti erano a conoscenza dell’assegnazione al gruppo di trattamento con amminoacidi o placebo.

Quali sono stati i risultati principali?

Nei pazienti in trattamento con supplementazione amminoacidica si è osservata una significativa riduzione dei livelli sierici di una delle principali citochine pro-infiammatorie, l’Interleuchina 6, responsabile dell’attivazione e del prolungamento della cascata infiammatoria. Le altre molecole infiammatorie mostravano un trend alla riduzione, non statisticamente significativo, probabilmente a causa della scarsa numerosità campionaria.

L'integrazione di aminoacidi ha migliorato le prestazioni fisiche?

No, non abbiamo riscontrato modifiche significative nei risultati dei test di performance fisica, probabilmente anche a causa della breve durata del trattamento, di sole quanttro settimane. Va precisato, inoltre, che sono stati utilizzate prove di abilità fisica studiate per pazienti anziani e questo perché, purtroppo, i pazienti adulti affetti da fibrosi cistica rappresentano, nonostante la loro età anagrafica, un paradigma di fragilità, esattamente come i pazienti anziani e comorbidi. Non vi sono prove di funzionalità fisica testate per questa specifica popolazione e questo può in parte aver inficiato il risultato.

In che modo l'integrazione di aminoacidi ha influenzato la qualità della vita dei pazienti?

Abbiamo somministrato ai pazienti in esame due diversi questionari di autovalutazione del proprio benessere fisico e mentale, uno dei quali specificamente studiato per la popolazione affetta da fibrosi cistica. I pazienti in trattamento con supplementazione amminoacidica hanno mostrato un miglioramento nella percezione del proprio benessere fisico, in particolare nei sintomi relativi all’apparato gastro-intestinale, che spesso gravano il già complesso quadro clinico, e nella percezione dell’impatto della terapia sulle loro attività quotidiane. Va precisato che le terapie, soprattutto nei casi di maggiore severità, impegnano la maggior parte della giornata, con pesanti ripercussioni sulla qualità della vita e sugli aspetti psicologici dei pazienti.

Quali sono i limiti di questo studio pilota?

Si è trattato di uno studio condotto con estremo rigore scientifico, progettato come doppio cieco randomizzato, ma sicuramente la scarsa numerosità della popolazione in esame ha rappresentato un limite importante. Dati completi al basale e al follow up si sono ottenuti solo per circa 50 pazienti. Altro limite è rappresentato dalla durata del trattamento di sole quattro settimane. In patologie croniche di tale severità, un’integrazione efficace dovrebbe essere considerata per un tempo maggiore. Altri studi in letteratura, condotti su popolazioni diverse, hanno valutato 8 settimane di trattamento.  Con un trattamento prolungato avremmo potuto ottenere risultati più robusti e valutare gli eventuali effetti sulle prove di performance fisica.

Quali sono le implicazioni future basate su questi risultati?

I risultati di questo studio, nonostante i limiti esposti, sono innovativi e molto incoraggianti. La riduzione dei livelli sierici della principale citochina pro-infiammatoria e il miglioramento della percezione del benessere fisico nei pazienti affetti da fibrosi cistica rappresentano un risultato importante e meritevole di ulteriore approfondimento. L’integrazione amminoacidica potrebbe essere un valido alleato nella gestione terapeutica di tali pazienti, soprattutto nelle forme di malattia più severe.

Nicola Miglino

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