Prof. Barone, cos'è la sarcopenia e come viene definita?
Si tratta di una condizione caratterizzata da perdita di forza e massa muscolare, che si traduce clinicamente in aumentato rischio di disabilità, riduzione della qualità della vita e, nei casi più estremi, a un aumento della mortalità.
Quali sono le differenze tra sarcopenia primaria e secondaria?
Quella primaria è correlata all'invecchiamento e comincia a partire dalla quarta decade di vita, mentre la forma secondaria può colpire tutti gli individui, indipendentemente dall’età, ed è dovuta a uno o più fattori, che possono anche coesistere e sommarsi alla sarcopenia primaria. Questi fattori comprendono l’inattività fisica, la malnutrizione, i disturbi endocrini, le malattie neurodegenerative, le malattie infiammazione sistemiche e la cachessia. Quest’ultima è prodotta dalla combinazione di ipercatabolismo proteico e infiammazione sistemica da malattie acute, come interventi chirurgici, politrauma, stato settico, ustioni, o croniche, vedi, per esempio, cancro, scompenso cardiaco, insufficienza renale cronica, malattie, artrite reumatoide, Hiv, cirrosi epatica.
Quali sono i principali meccanismi fisiopatologici coinvolti nello sviluppo della sarcopenia?
I meccanismi coinvolti nello sviluppo della sarcopenia primaria includono una ridotta sintesi proteica a livello muscolare, da correlare a una maggiore resistenza all'insulina, secondaria all'aumento del grasso corporeo e all'inattività, a una condizione di infiammazione subclinica, a una riduzione di testosterone ed estrogeni, e a una diminuzione della produzione dell'ormone della crescita. Più numerosi, invece, sono i meccanismi responsabili della sarcopenia secondaria, correlati alla patologia di base di cui soffre il soggetto.
In che modo l'infiammazione e le miochine influenzano la sarcopenia?
Sostanzialmente, l’infiammazione sistemica produce una condizione di ipercatabolismo che si associa a un aumento dei fenomeni di degradazione delle proteine muscolari. Le miochine sono molecole di natura proteica, glicoproteica o proteoglicani che regolano il trofismo muscolare. Possono svolgere funzione regolatoria negativa, come nel caso della miostatina, positiva, vedi irisina, decorina e interleuchina 15 o entrambe, in base al contesto, come l’interleuchina 6.
Quali strategie nutrizionali generali sono consigliate per contrastare la sarcopenia?
Una dieta equilibrata, ricca di proteine di alta qualità, vitamine, minerali e grassi sani, è fondamentale. L'aggiunta di integratori specifici, come creatina, acidi grassi omega-3, leucina e beta-idrossi-beta-metilbutirrato, può contribuire a ridurre il rischio e la progressione. Inoltre, aumentare l'assunzione di antiossidanti può contribuire a ridurre l'infiammazione, che è un fattore chiave nello sviluppo della sarcopenia.
Quali nutrienti specifici sono particolarmente importanti nel trattamento nutrizionale?
Sicuramente le proteine rivestono il ruolo principale e, tra queste, le proteine del siero di latte sono le più efficaci. Infatti, grazie alla loro facile digeribilità, che favorisce picchi ematici post-prandiali e alla loro composizione ricca di aminoacidi essenziali, sono particolarmente indicate nel trattamento della sarcopenia. Accanto a queste proteine naturali, sono indicati gli alimenti ai fini medici speciali arricchiti di aminoacidi ramificati. Altri nutrienti particolarmente importanti sono il beta-idrossi-beta-metilbutirrato, derivato dell’aminoacido leucina, gli acidi grassi Omega-3, in quanto ad azione antinfiammatoria, e la vitamina D.
Cosa sono gli alimenti a fini medici speciali (Afms) e come vengono utilizzati per la sarcopenia?
Si tratta di prodotti nutrizionali prescritti dal medico, che hanno una precisa funzione terapeutica. Per tale motivo gli vengono considerati dal nostro sistema sanitario nazionale alla stessa stregua dei farmaci in classe C. Questo, però è possibile solo quando il loro acquisto avviene dietro prescrizione medica, con indicazione della patologia. Alcuni sistemi sanitari regionali garantiscono gratuitamente tali prodotti quando viene prescritto un piano terapeutico, ma solo in caso di determinate patologie. Esistono numerosi Afms, la cui composizione varia notevolmente a seconda del loro target terapeutico, andando dal prodotto in cui il componente principale è rappresentato prevalentemente da aminoacidi. come per il trattamento della sarcopenia, al prodotto che sostituisce o integra i pasti, costituito quindi da macro e micronutrienti, vitamine, sali minerali, e in alcuni casi anche da fibre alimentari solubili.
Quali sono, infine, le raccomandazioni nutrizionali per pazienti con malattie croniche associate a sarcopenia, come malattie renali o cirrosi?
Queste patologie hanno delle peculiarità rispetto ad altre patologie sarcopenizzanti. Infatti, nel primo caso, al fine di preservare il più a lungo possibile la funzionalità del rene con insufficienza avanzata/severa, vi è la necessità di una dieta ipoproteica, il che si aggiunge alle altre cause di sarcopenia. Nel caso della cirrosi epatica, invece, la sarcopenia è indotta dalle modificazioni del circuito fegato-muscolo riguardante gli aminoacidi, e in particolare di quello degli aminoacidi ramificati, derivane uno sbilanciamento a favore del catabolismo delle proteine muscolari.
Le raccomandazioni nutrizionali per pazienti affetti da malattia cronica renale comprendono l’utilizzo di proteine ad alto valore biologico e, quindi, ricche di aminoacidi essenziali. Queste proteine comprendono quelle della carne, del pesce, delle uova e dei formaggi. Inoltre, questi pazienti possono integrare la loro alimentazione con Afms che contengano i chetoanaloghi amminoacidici. Per i cirrotici, invece, è consigliata una dieta iperproteica, con un contenuto di proteine per kilogrammo di peso corporeo aumentato del 50% rispetto alle condizioni standard.
Nicola Miglino
