Il risultato più consistente riguarda la cosiddetta performance attentiva, ovvero la capacità di focalizzarsi su uno o più stimoli, portando a termine un compito in modo efficiente.
Nei test cognitivi, una singola dose di 200 mg di L-teanina, assunta 30-60 minuti prima della prova, ha determinato un miglioramento significativo del tempo di reazione nella scelta (choice reaction time), con una differenza standardizzata tra L-teanina e placebo pari a 0,51 (IC 95%: 0,25-0,77). Un dato interpretato dagli autori come indicativo di un possibile effetto acuto sull'attenzione.
Più sfumato è invece il quadro relativo allo stress. La somministrazione singola ha prodotto una riduzione statisticamente significativa, ma di entità modesta. Soprattutto, il risultato è apparso fortemente condizionato da studi caratterizzati da un rischio di bias più elevato. Un elemento che invita quindi alla cautela nell'interpretazione dell'effetto.
Non emergono invece benefici significativi sulla fatica, mentre le evidenze relative all'ansia risultano incoerenti. L'unico risultato significativo in questo ambito proviene da uno studio condotto su persone con ansia associata a disturbi psicotici, nelle quali 400 mg al giorno per otto settimane hanno determinato una riduzione dei sintomi. Si tratta tuttavia di un'evidenza circoscritta, che non può essere automaticamente estesa alla popolazione generale.
Un segnale interessante arriva anche dai sintomi depressivi, ambito in cui L-teanina ha mostrato una riduzione significativa dei sintomi in soggetti sani, con una bassa eterogeneità tra gli studi. Gli autori sottolineano però la necessità di confermare questo risultato attraverso trial di maggiore qualità.
Sul fronte della sicurezza, nei 31 studi analizzati non sono stati riportati eventi avversi gravi e non sono emerse differenze rilevanti nei tassi di abbandono rispetto al placebo.
Nel complesso, la revisione restituisce quindi un'immagine più precisa della L-teanina: l'effetto più robusto sembra essere un beneficio acuto e circoscritto su una specifica misura dell'attenzione, mentre le promesse più ampie su stress, ansia, fatica o benessere mentale richiedono ulteriori conferme. Un risultato che suggerisce di distinguere tra un possibile effetto misurabile in un test cognitivo e un beneficio clinico o funzionale più generale. (n.m.)
