La corsa su lunghe distanze, infatti, sottopone l'apparato scheletrico a continue sollecitazioni e impatti ripetuti. Nelle atlete, questo stress meccanico è spesso aggravato da un apporto calorico insufficiente rispetto alle elevate richieste dell'allenamento, una condizione di deficit energetico che riduce la produzione di estrogeni e progesterone. L'alterazione ormonale accelera il riassorbimento osseo guidato dagli osteoclasti e inibisce la capacità degli osteoblasti di sintetizzare nuovo tessuto, aumentando l'incidenza di microfratture e il rischio di osteoporosi precoce.
Per intervenire su questo processo, i ricercatori hanno valutato l'efficacia dei peptidi di collagene, la proteina che costituisce tra il 90% e il 95% della matrice ossea organica. A differenza delle comuni proteine alimentari, alcuni dipeptidi e tripeptidi del collagene vengono assorbiti intatti dall'intestino e sono in grado di agire direttamente sui percorsi metabolici degli osteoblasti e degli osteoclasti. La sperimentazione ha coinvolto 22 runner di età compresa tra 18 e 35 anni con un volume di corsa pari o superiore a 35 miglia settimanali (circa 56 km), divise casualmente tra chi ha assunto 20 grammi al giorno di peptidi di collagene e chi un placebo isocalorico.
I risultati delle analisi ematiche dopo 28 giorni hanno mostrato un incremento significativo del 5,1% del marcatore di formazione ossea P1NP nel gruppo integrato con collagene. Parallelamente, le atlete che hanno assunto il supplemento hanno registrato una riduzione della citochina infiammatoria interleuchina-6 (IL-6) e un calo nei livelli di sRANKL, parametro legato all'attivazione del riassorbimento osseo. Nel gruppo placebo non si è osservato alcun miglioramento della sintesi ossea.
L'importanza dello studio risiede nella popolazione esaminata: mentre la letteratura scientifica si è finora concentrata sulle donne in post-menopausa, questo lavoro colma una lacuna sulle giovani atlete. Poiché circa il 90% della massa ossea si sviluppa entro i 18 anni e il restante 10% entro i 30 anni, sostenere il metabolismo scheletrico in questa fascia d'età è fondamentale per prevenire l'osteopenia precoce. Inoltre, come evidenziato dagli autori, i peptidi di collagene offrono benefici trasversali, supportando anche la salute di articolazioni, pelle, capelli e apparato digerente. (n.m.)
