Le citochine sono molecole chiave della risposta immunitaria, ma quando vengono prodotte in eccesso, come avviene nella sepsi o in alcune infezioni gravi, possono causare danni tissutali diffusi, disfunzione d’organo e morte. Il nuovo studio identifica il rene come un attore centrale nel controllo di questo delicato equilibrio.
I ricercatori hanno osservato che, in seguito all’infezione con Yersinia pseudotuberculosis, nei topi da esperimento si sviluppava una marcata riduzione dei livelli circolanti di metionina. Quando un gruppo di animali è stato alimentato con una dieta supplementata con questo aminoacido, gli esiti dell’infezione sono migliorati in modo significativo: minore perdita di peso, preservazione della barriera emato-encefalica e drastica riduzione della mortalità.
L’effetto protettivo, spiegano gli autori, non deriva da una soppressione della risposta immunitaria. Al contrario, la metionina aumenta la filtrazione renale e il flusso sanguigno nei reni, favorendo l’eliminazione urinaria delle citochine in eccesso. In questo modo, l’organismo riesce a contenere l’infiammazione sistemica senza compromettere la capacità di combattere il patogeno.
“Abbiamo scoperto un meccanismo attraverso il quale la nutrizione può influenzare direttamente la funzione renale e, di conseguenza, il carico infiammatorio dell’organismo”, spiega Janelle Ayres, autrice principale dello studio. “Il rene non è solo una vittima collaterale dell’infiammazione, ma un regolatore attivo della risposta immunitaria”.
I risultati sono stati confermati anche in altri modelli sperimentali, inclusi alcuni di sepsi e di danno renale acuto, suggerendo che il fenomeno non sia limitato a una singola infezione. Questo apre scenari interessanti per diverse condizioni cliniche caratterizzate da iper-infiammazione e, potenzialmente, anche per pazienti con malattia renale cronica o sottoposti a dialisi.
Tuttavia, gli stessi autori invitano alla cautela. Le evidenze disponibili sono esclusivamente precliniche e non esistono dati sull’efficacia o sulla sicurezza della supplementazione di metionina nell’uomo in questi contesti. “È importante che le persone non si precipitino ad assumere integratori. Servono studi clinici controllati”, sottolinea Ayres. “Le prossime ricerche si concentreranno sul chiarire i meccanismi molecolari coinvolti, valutare se altri aminoacidi abbiano effetti simili e comprendere se e come questi risultati possano essere tradotti in strategie terapeutiche sicure per l’uomo. Per ora, lo studio aggiunge un tassello rilevante alla comprensione del legame tra nutrizione, funzione renale e controllo dell’infiammazione”. (n.m.)
