In un mercato globale dei probiotici in rapida espansione, la variabilità tra i prodotti rappresenta, infatti, una sfida crescente per i consumatori e gli operatori sanitari.
Maria Chiara Uboldi, Scientific Affairs Head di Opella Healthcare Italy: “In Italia i probiotici sono disponibili sia come integratori sia come farmaci, ma ciò che conta davvero è garantire la qualità del prodotto. Questo è essenziale non solo per mantenere la fiducia dei consumatori, ma soprattutto per assicurare l’efficacia attesa, in base al ceppo e alle evidenze scientifiche disponibili”.
Gli esperti intervenuti hanno concordato sulle caratteristiche clinicamente rilevanti per un probiotico efficace, tra cui la resistenza ai succhi gastrici e ai sali biliari e la capacità di moltiplicarsi nell’intestino. È emersa inoltre la necessità di chiarezza nella comunicazione e l'importanza della distinzione scientifica tra probiotici a ceppo singolo e ceppi multipli, dato che la composizione può influire significativamente sull'efficacia.
Emilia Ghelardi, Professore Associato di Microbiologia clinica all'Università di Pisa, ha evidenziato come le differenze nelle formulazioni e nelle specie microbiche influenzino la capacità di colonizzazione intestinale, il rafforzamento della barriera mucosale e la modulazione dell’infiammazione. “Per ottenere questi effetti, la qualità del prodotto è fondamentale: solo microrganismi vivi, ben caratterizzati e correttamente formulati possono garantire un’efficacia costante e riproducibile,” ha sottolineato.
Guardando al futuro della ricerca, Raka Sinha, General Manager di Opella Healthcare Italy, ha concluso che il rigore scientifico è la chiave per l’evoluzione del settore. “Eventi come il Global Probiotic Summit offrono un’occasione unica per confrontarsi sulle evidenze scientifiche più avanzate e favorire lo scambio di conoscenze, sottolineando come innovazione scientifica e rigore qualitativo siano la chiave per costruire il prossimo capitolo della salute intestinale”.
