Le pratiche agronomiche sostenibili rappresentano un approccio promettente per migliorare la qualità nutrizionale delle colture vegetali. Tra queste, l'applicazione di biostimolanti derivati da estratti di alghe marine (SwE), in particolare da Ecklonia maxima, si sta rivelando una strategia efficace per potenziare le performance delle piante. L'SwE è noto per la sua capacità di stimolare l'assorbimento e l'accumulo di minerali nelle piante, promuovendone la crescita e riducendo la necessità di fertilizzanti chimici.
Una recente ricerca, pubblicata su Scientific reports, ha indagato l'impatto dell'applicazione di un biostimolante a base di SwE sulla composizione minerale della lattuga e gli effetti del suo consumo sulla salute umana.
L'ipotesi di partenza era che l'SwE potesse influenzare il profilo minerale della lattuga e che il consumo di tale lattuga potenziata potesse avere effetti benefici sulle concentrazioni di minerali nel sangue e sui percorsi metabolici essenziali per l'omeostasi.
Lo studio ha coinvolto 48 adulti sani, assegnati in modo randomizzato e in doppio cieco a tre gruppi per un periodo di quattro settimane: un gruppo ha consumato 100 g/die di lattuga di controllo, un altro 100 g/die di lattuga con applicazione di SwE e un terzo ha assunto un integratore di ferro (30 mg/die). Sono stati prelevati campioni di sangue all'inizio (T0) e alla fine (T2) dello studio per confrontare le concentrazioni sieriche di minerali, i parametri relativi all'omeostasi del ferro, dei lipidi e del glucosio.
L'analisi del profilo minerale della lattuga ha evidenziato un aumento significativo della concentrazione di ferro (circa 63%) nella lattuga trattata con SwE rispetto a quella di controllo. Non sono state osservate differenze significative per gli altri minerali analizzati.
Per quanto riguarda gli effetti sul sangue dei partecipanti, il consumo di lattuga con SwE ha portato a un incremento del ferro sierico di circa il 38% e della saturazione della transferrina di circa il 47%.
È stata anche osservata una riduzione del colesterolo totale (circa 19%) e del colesterolo Ldl (circa 22%) nel gruppo che ha consumato lattuga biostimolata. Interessante notare che l'integrazione con compresse di ferro ha prodotto effetti simili sull'aumento del ferro sierico e sulla riduzione del colesterolo, ma con l'insorgere di effetti collaterali gastrointestinali (diarrea o stitichezza) che hanno portato a un tasso di abbandono dello studio di circa il 40% in questo gruppo. Il consumo di lattuga di controllo non ha determinato cambiamenti significativi nei parametri analizzati.
Lo studio ha anche valutato l'omeostasi del glucosio, ma non sono state riscontrate modifiche significative in nessuno dei gruppi, aspetto rilevante, considerato il ruolo del ferro nel metabolismo del glucosio.
“I risultati suggeriscono che il consumo di lattuga con applicazione di SwE potrebbe rappresentare una strategia efficace per prevenire la carenza di ferro in individui sani”, sottolineano gli Autori. “Questa scoperta assume particolare importanza nel contesto delle diete a base vegetale, dove l'apporto di ferro può rappresentare una criticità. L'approccio che combina un'agricoltura sostenibile con il miglioramento della nutrizione umana si dimostra promettente”.
Gli stessi autori sottolineano anche alcuni limiti dello studio, a partire dal periodo di intervento relativamente breve (quattro settimane), sino alla dimensione del campione (48 partecipanti). Così concludono: “Sono necessarie ulteriori ricerche con popolazioni più ampie e periodi di osservazione più lunghi per confermare questi risultati ed esplorare gli effetti a lungo termine del consumo di colture arricchite con SwE, anche in soggetti con preesistenti carenze di ferro”.
Nicola Miglino
