I composti fenolici sono i metaboliti secondari più abbondanti nelle piante, con funzioni di protezione dai predatori, patogeni e dai raggi ultravioletti. Gli alcaloidi sono composti contenenti azoto, con diverse strutture e origini, come caffeina e nicotina. I terpenoidi o isoprenoidi sono composti modificati di terpeni, essenziali per la crescita e la protezione dalle condizioni di stress. I flavonoidi sono composti con proprietà medicinali e nutraceutiche, noti per le loro proprietà antiossidanti, anticancro e antinfiammatorie. I glicosidi sono composti di zuccheri uniti a molecole complesse, con potenziale anticancro. Sono abbondanti in alimenti di origine vegetale come frutta, verdura, legumi, erbe aromatiche, spezie e alghe marine ed esercitano effetti anti-cancerogeni attraverso vari meccanismi.
Possono agire come modulatori selettivi dei recettori degli estrogeni (Serm), bloccando il legame degli estrogeni ai recettori e inibendo la crescita del tumore al seno. Studi hanno dimostrato che composti come le catechine del tè verde e i flavonoidi possono ridurre la crescita delle cellule tumorali. Mostrano una capacità di prevenire l’angiogenesi, le metastasi, lo stress ossidativo e l’infiammazione. Inoltre, regolano la proliferazione cellulare, l'apoptosi e il ciclo cellulare, inibiscono enzimi, modulano la formazione di mammosfere e potenziano l'attività del sistema immunitario.
A livello molecolare, possono innescare l'arresto del ciclo cellulare, l'apoptosi (morte cellulare programmata) e la soppressione di importanti vie di segnalazione cellulare, come Jak-Stat3, Her2-integrin e Mapk, nonché agire su vie di segnalazione chiave per la progressione del cancro, come le vie Akt/PI3K/mTor, Mapk e Jak/Stat.
“I fitocomposti possono svolgere un ruolo adiuvante, potenziando l'efficacia dei trattamenti convenzionali quali chemioterapia e radioterapia e riducendone gli effetti collaterali”, sottolineano gli Autori. “Possono agire in sinergia con i farmaci, aumentando l'attività antitumorale. Tuttavia, va sottolineata la necessità di studi clinici approfonditi per stabilirne sicurezza ed efficacia, nonché calibrare le concentrazioni ottimali per uso clinico e la combinazione e le interazioni con altre terapie”.
Tra i limiti, infatti, sicuramente vi sono la bassa biodisponibilità, il rischio di interazioni farmacologiche, la variabilità individuale alla risposta e la tossicità, soprattutto se somministrati ad alte dosi o combinati in modo inappropriato.
Sono allo studio diverse soluzioni per superare la bassa biodisponibilità dei fitocomposti, in particolare legate alle nanotecnologie. Parliamo di liposomi e nanoemulsioni che incapsulano i fitocomposti, migliorandone la solubilità, la stabilità e l'assorbimento, piuttosto che nanoparticelle che permettono un rilascio controllato e mirato alle cellule tumorali, riducendo gli effetti collaterali o nanovettori per trasportare i fitocomposti direttamente nel sito del tumore.
Così concludono gli Autori: “I fitocomposti rappresentano una promettente via di ricerca per la prevenzione e il trattamento del cancro al seno, grazie alle loro proprietà farmacologiche e ai molteplici meccanismi d'azione. Sono però necessari ulteriori studi per superare le sfide attuali, come la bassa biodisponibilità e la variabilità nella composizione degli estratti vegetali, per tradurre le promettenti scoperte scientifiche in approcci terapeutici efficaci e sicuri”.
Nicola Miglino
