Le Cvd, si legge, sono la principale causa di morte a livello globale, con 17,9 milioni di decessi nel 2019, circa un terzo di tutte le morti. Nell'Unione europea, causano 3,9 milioni di decessi/anno, il 45% di tutte le morti, con un costo stimato di 210 miliardi di euro all'anno per l'economia dell'Ue.
I fattori di rischio più rilevanti legati agli stili di vita sono una dieta malsana, l’inattività fisica, l’uso di tabacco e il consumo di alcol, che possono portare a sovrappeso e obesità, ipertensione, aumento della glicemia e dislipidemia. Uno studio recente ha evidenziato che 1,55 milioni di decessi (16% del totale) nella regione europea dell'Oms nel 2019 sono attribuibili a fattori di rischio dietetici: dieta ricca di carne rossa; basso consumo di fibre, frutta, cereali integrali, legumi, verdura, noci e semi, acidi grassi polinsaturi (Pufa), acidi grassi Omega-3 del pesce; dieta ricca di sodio, carne lavorata, bevande zuccherate e acidi grassi trans. La maggior parte dei decessi per Cvd correlati alla dieta sono stati causati da: basso consumo di cereali integrali (21% del carico totale di Cvd); basso consumo di legumi (15%); elevato consumo di sodio (12.5%).
Conclusioni e raccomandazioni
Lo studio sottolinea l'importanza di una dieta salutare per la prevenzione delle Cvd, che dovrebbe iniziare in giovane età attraverso l'educazione a comportamenti virtuosi, inclusa una dieta equilibrata. Così concludono gli Autori: “Insieme a una regolare attività fisica, all’astinenza dal fumo e a un consumo limitato di alcol, è importante ridurre l'assunzione di alimenti di origine animale e di alimenti ricchi di sale, zucchero e grassi, aumentando il consumo di frutta, verdura, legumi, cereali, noci come parte di un modello dietetico prevalentemente a base vegetale”.
Nicola Miglino
