Le principali società europee dedicate all’obesità e alla nutrizione hanno redatto un nuovo documento di consenso, sull’uso dei farmaci anti-obesità basati sulle incretine settimanali attualmente disponibili (tirzepatide e semaglutide). Il documento, presentato all’ European congress on obesity 2026 di Istanbul (Eco2026), è stato coordinato da Laurence Dobbie insieme a un gruppo internazionale di 26 esperti afferenti a società scientifiche e associazioni pazienti di settore (Easo-European association for the study of obesity, Efad- European federation of the associations of dietitians e Ecpo-European coalition for people living with obesity).
Un'analisi approfondita, pubblicata di recente su Obesity Pillars, organo ufficiale della Obesity medicine association, ha preso in esame il ruolo dell'integrazione alimentare per mitigare le carenze nutrizionali, preservare la massa magra e gestire gli effetti collaterali associati ai nuovi farmaci contro l’obesità, ovvero semaglutide e tirzepatide, analoghi sintetici dell’ormone Glp-1 (Glucagone like peptide-1) e, nel secondo caso, anche dell'ormone Gip.