Parliamo di soluzioni farmacologiche che offrono una notevole riduzione del peso, il cui aumento delle prescrizioni ha portato alla luce la necessità di fornire linee guida nutrizionali complete e basate sull'evidenza. Sebbene l'efficacia nella perdita di peso sia comprovata, infatti, l'ottenimento di risultati ottimali richiede un approccio multiforme che vada oltre il solo intervento farmacologico, includendo esercizio, abitudini alimentari e integrazione dietetica.
Il rischio di carenze nutrizionali
L'azione delle due molecole, rallentando il transito gastrointestinale e sopprimendo l'appetito, può interferire con l'assunzione di nutrienti e portare a carenze vitaminiche e minerali. “I pazienti in trattamento hanno riferito una riduzione dell'apporto calorico totale tra il 16% e il 39% e studi recenti hanno rilevato un apporto subottimale di vitamine e minerali chiave”, sottolineano gli Autori. “L'integrazione di multivitaminici è raccomandata per affrontare le carenze micronutrizionali, che possono includere calcio, ferro, magnesio, potassio e vitamine A, C, D, ed E. La supplementazione di Vitamina D è particolarmente cruciale, dato che gli individui con obesità hanno il 35% in più di probabilità di esserne carenti. Per raggiungere benefici terapeutici, dosaggi elevati, come 50.000 UI a settimana, ovvero circa 7100 UI/die, possono essere necessari per normalizzare i livelli sierici. Inoltre, un’integrazione con acidi grassi Omega-3, pari ad almeno 1 g/die è giustificata per i benefici su metabolismo, salute cardiovascolare e per l’azione antinfiammatoria, che supporta la protezione del muscolo scheletrico”.
Proteggere la massa magra
Una delle conseguenze indesiderate e più preoccupanti della significativa perdita di peso indotta da questi farmaci è la perdita di massa muscolare magra. I pazienti in trattamento possono perdere tra il 20% e il 50% della massa corporea magra, un tasso superiore a quello osservato con la perdita di peso tradizionale. Per tale motivo si rivela essenziale un maggiore apporto proteico. “L'obiettivo proteico giornaliero totale, combinando cibo e integratori, dovrebbe variare tra 1,2 e 2,0 g/kg di peso corporeo”, proseguono. “Le proteine del siero di latte, pari a 20-40 g/die, rappresentano un'opzione di alta qualità per aiutare a raggiungere questo obiettivo, migliorando la composizione corporea”.
Per aumentare ulteriormente la forza e preservare la massa muscolare, inoltre, vengono raccomandati:
- creatina (5g/die): da combinare con un allenamento di resistenza (3 giorni a settimana) per aumentare la massa e la forza muscolare;
- beta-idrossi-beta-metilbutirrato (Hmb - 3 g/giorno): metabolita della leucina, agisce stimolando la sintesi proteica e inibendo la degradazione muscolare, offrendo un meccanismo anticatabolico cruciale durante la restrizione calorica.
Gestione degli effetti collaterali gastrointestinali
Gli effetti collaterali gastrointestinali, come la stitichezza, sono stati documentati con l'uso di questi famaci. L'integrazione con fibre (>10 g/giorno per almeno 4 settimane) può ridurre la stitichezza e migliorare la consistenza delle feci. Inoltre, i probiotici (ceppi come Lactobacillus o Bifidobacterium) “possono supportare la salute gastrointestinale e mitigare gli effetti collaterali indesiderati, offrendo anche benefici sulla composizione corporea”.
Così concludono gli Autori: “Sebbene gli studi clinici diretti che combinano specificamente Glp-1Ra e integratori siano ancora limitati, la revisione della letteratura esistente suggerisce che l'integrazione mirata può fungere da valido complemento alla terapia farmacologica. Questo approccio integrato è essenziale per supportare gli adattamenti fisiologici, migliorare lo stato nutrizionale e ottimizzare i risultati di salute a lungo termine. È fondamentale che gli operatori sanitari forniscano raccomandazioni personalizzate, considerando sempre la dieta sana come prima linea di difesa, con gli integratori a supporto”.
Nicola Miglino
