È ormai assodato che il microbiota intestinale comunica con il sistema nervoso centrale attraverso il rilascio di metaboliti come acidi grassi a catena corta, citochine e neurotrasmettitori e che questa comunicazione bidirezionale è fondamentale nello sviluppo di disturbi neuropsichiatrici. Gli studi in questo ambito si stanno quindi moltiplicando e, di recente, è nato un nuovo filone di ricerca noto con il nome di “psichiatria nutrizionale” che ha nel proprio obiettivo di ricerca quello di comprendere e sfruttare il collegamento tra dieta, funzione microbica e salute del cervello. 

La psichiatria nutrizionale, ovvero l'uso di interventi nutrizionali nella prevenzione e nel trattamento dei disturbi della salute mentale, è un campo di studio in grande evoluzione. Studi di intervento di alta qualità hanno già dimostrato un effetto antidepressivo di questo approccio, mentre la ricerca sui disturbi d'ansia registra ancora un certo ritardo.

Le informazioni riguardanti il forte legame tra nutrizione e salute mentale invadono sempre più la nostra vita quotidiana sia con l’obiettivo di migliorare l’umore e le funzioni cognitive, sia di prevenire il declino se non addirittura fornire effetti benefici in alcune malattie neuropsichiatriche come epilessia, disturbo da deficit di attenzione e iperattività e autismo.

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