Negli ultimi anni, calcio e vitamina D sono stati tra gli integratori più prescritti e utilizzati al mondo per la prevenzione delle fratture osteoporotiche, soprattutto nella popolazione anziana. Tuttavia, una nuova e ampia revisione sistematica pubblicata sul Bmj ha riacceso il dibattito sulla loro reale efficacia clinica, suggerendo che, nella maggior parte degli adulti, i benefici sulla riduzione di fratture e cadute sarebbero minimi o addirittura assenti.

Si definiscono “condizionatamente essenziali” (Ceaa) e sono quegli aminoacidi che, in alcune condizioni o situazioni fisiopatologiche, non riescono a essere sintetizzati, del tutto o in quantità sufficiente, dal nostro organismo. Si tratta, nello specifico, di arginina, glicina, glutammina, prolina, cisteina e tirosina. Secondo alcune fonti bibliografiche, anche la taurina. Uno studio appena pubblicato su The journal of bone and joint surgery ne ha segnalato un ruolo chiave nel recupero dopo intervento chirurgico di osteosintesi.

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