In un panorama clinico in cui la fragilità, la sarcopenia e la malnutrizione rappresentano sfide crescenti per la salute pubblica, una recente scoperta scientifica italiana accende una nuova luce sulla possibilità di intervenire attraverso la nutrizione mirata. Uno studio d'avanguardia, condotto dalla start-up 3trees Healthcare in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Ecologiche e Biologiche dell'Università della Tuscia (UniTus), ha dimostrato, per il momento in ambito pre-clinico, come una specifica combinazione di nutrienti sia in grado di contrastare gli effetti deleteri dell'infiammazione sul metabolismo ormonale. La ricerca, pubblicata su Frontiers in Nutrition, si focalizza su un meccanismo biologico spesso trascurato ma fondamentale per il benessere metabolico: l'attivazione periferica degli ormoni tiroidei.

Mele e more, ma anche cioccolato fondente, pesche e pomodori. Tutti alimenti ricchi di flavonoli e, in particolare, quercetina, che un nuovo studio pubblicato sull’American journal of nutrition indica come fattore protettivo dal rischio di fragilità negli anziani.

Negli anziani sani, una perdita di peso del 5% o superiore risulta essere associata ad aumentato rischio di mortalità per tutte le cause, in particolare negli uomini. Da qui, l’avvertenza per gli operatori sanitari di monitorare attentamente i cambiamenti del peso in questa fascia d’età. È quanto emerge da una ricerca pubblicata su Jama network open, un'analisi post hoc dello studio randomizzato Aspirin in reducing events in the elder, che si è svolto dal 1° marzo 2010 al 31 dicembre 2014.

Una corretta alimentazione può essere un importante alleato per la prevenzione di malattie infettive e patologie croniche, soprattutto negli anziani. A sottolinearlo, nei giorni scorsi, in occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione promossa dalla Fao, HappyAgeing, l’Alleanza italiana per l’invecchiamento attivo, nel corso di un incontro a Roma.

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