In Italia si stima che oltre tre milioni di persone siano affette da questi disturbi, che colpiscono uomini e donne indipendentemente dall'età o dal contesto culturale. Gli adolescenti sono il target più vulnerabile, spesso logorati dal confronto con i coetanei e dalla pressione dei social media sulle imperfezioni corporee. La situazione è stata ulteriormente aggravata dalla pandemia, che ha fatto registrare un incremento dei casi tra il 30% e il 35%, con un preoccupante abbassamento dell’età di insorgenza.
La campagna adotta un approccio omnichannel, integrando media tradizionali come TV e radio con piattaforme web e social. Lo spot televisivo, con la regia di Claudio Noce, utilizza lo specchio come elemento centrale: per chi soffre di Dna, esso smette di essere un semplice oggetto per diventare un "tribunale" simbolico della percezione di sé. Parallelamente, la campagna social si avvale della partecipazione di Eleonora e Matilde Caressa per raggiungere i più giovani.
L'intento del Ministero è scardinare lo stigma e i pregiudizi ancora diffusi, promuovendo l’accettazione di sé e incoraggiando chi soffre a chiedere aiuto tempestivamente. Attraverso il simbolo del Fiocchetto Lilla, la campagna ribadisce che i Dna sono malattie complesse che richiedono ascolto, cura e il supporto professionale di specialisti, perché la guarigione passa necessariamente dal superamento delle distorsioni percettive personali.
