Dalle piante ai bioreattori: Origin cambia il futuro degli ingredienti naturali

20 Luglio 2026

Ridurre drasticamente i tempi necessari per trasformare una molecola naturale in un ingrediente sostenibile destinato ai settori della salute e del benessere. È questo l'obiettivo di Origin, il nuovo progetto europeo che unisce intelligenza artificiale, biotecnologie e fermentazione di precisione per sviluppare un modello innovativo di produzione di composti naturali, riducendo la dipendenza dalla raccolta in natura e contribuendo alla tutela della biodiversità.

Molti degli ingredienti impiegati oggi in integratori alimentari, prodotti nutraceutici e cosmetici derivano, infatti, da piante come Rhodiola rosea, Panax ginseng e Ginkgo biloba. La loro estrazione avviene ancora prevalentemente attraverso la raccolta delle piante selvatiche, una pratica che può mettere sotto pressione gli ecosistemi, compromettere la disponibilità delle risorse naturali e determinare una qualità non sempre uniforme delle materie prime. A ciò si aggiunge il rischio di adulterazioni lungo la filiera produttiva.

Per superare queste criticità, Origin punta sulla fermentazione di precisione, una tecnologia che utilizza microrganismi opportunamente progettati per produrre le stesse molecole presenti nelle piante all'interno di bioreattori controllati. Sebbene questa strategia rappresenti già oggi una valida alternativa, lo sviluppo industriale di un nuovo ingrediente richiede generalmente molti anni. Il progetto mira invece ad abbattere questi tempi, portandoli a circa due o tre anni grazie all'impiego di una piattaforma integrata supportata dall'intelligenza artificiale.

A coordinare il consorzio è SilicoLife, azienda biotecnologica portoghese specializzata in biologia computazionale. “Se l'Europa vuole rimanere competitiva, è necessario colmare il divario tra eccellenza scientifica e capacità produttiva su scala industriale”, ha dichiarato Paulo Maia, coordinatore del progetto e direttore dell'innovazione di SilicoLife. Secondo Maia, Origin non punta soltanto a sviluppare nuovi ingredienti di maggiore qualità, ma anche a rafforzare la capacità tecnologica europea, aumentando resilienza industriale e competitività.

Dal punto di vista scientifico, il progetto affronterà alcune delle principali sfide della biotecnologia moderna. Tra queste, la scoperta di nuovi enzimi microbici attraverso l'analisi di uno dei più grandi database genomici al mondo, che comprende oltre dieci miliardi di sequenze genetiche. Parallelamente, l'intelligenza artificiale sarà impiegata per progettare e ottimizzare i percorsi metabolici necessari alla produzione delle diverse molecole all'interno di microrganismi industriali, individuando le soluzioni più efficienti prima della loro validazione sperimentale.

Le strategie sviluppate saranno testate rapidamente su quattro differenti microrganismi utilizzati nell'industria biotecnologica, con l'obiettivo di accelerare il passaggio dalla ricerca di laboratorio alla produzione su scala industriale.

Il progetto Origin riunisce sette partner provenienti da sei Paesi europei, a testimonianza della forte dimensione internazionale dell'iniziativa. Oltre a SilicoLife e alla Nova University of Lisbon (Portogallo), partecipano la Technical University of Denmark (DTU), il Consejo superior de investigaciones científicas (Csic) in Spagna, BaseCamp Research nel Regno Unito, l'École polytechnique fédérale de Lausanne (Epfl) in Svizzera e il gruppo dsm-firmenich nei Paesi Bassi. (n.m.)

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